Calcolo degli elementi dei termosifoni.

Calcolo degli elementi dei termosifoni

Il metodo usato per decenni da idraulici e impiantisti, tutt’ora utilizzato da operatori della vecchia generazione, per calcolare di quanti elementi si deve comporre il radiatore prende in esame la sola cubatura dell’ambiente da riscaldare, dato per scontato che mediamente occorrono circa 30 Kcal per mc. Valore quest’ultimo cui apportare una correzione dell’ordine del 10% circa in più o in meno, a secondo del clima e delle caratteristiche del locale, quali esposizione, spessore dell’involucro (muri, porte, infissi, tetto), isolamento, condizioni degli infissi, ecc. Riportiamo di seguito un’esemplificazione.

Immaginiamo:

  • che le dimensioni del locale da riscaldare siano 4mx5m, altezza 3m;
  • che il rendimento termico del singolo elemento, ammonta a 180Kcal;
  • che, tenuto conto delle condizioni climatiche e delle caratteristiche della stanza, necessitano 30Kcal per metro cubo.
  • Avremo che:

    • il locale presenta una cubatura di pari 60mc (m4 x m5 x m3 di altezza);
    • avendo ipotizzato che per ogni metro cubo necessitano 30Kcal, per riscaldare l’ambiente occorrono 1800 Kcal (mc 60 x 30Kcal);
    • tenuto conto che la resa termica di ogni elemento è di 180 Kcal, il radiatore dovrà essere formato da 10 elementi (1800Kcal : 180 kcal).
    • Passiamo ad esaminare il più recente e complesso criterio di calcolo che più correttamente prende in esame la dispersione delle Kcal, ossia la quantità di calore che attraverso l’involucro si disperde verso l’esterno, muovendo non dalla cubatura, bensì dalla superficie dell’involucro, quali pareti, soffitto, pavimento, porte, infissi, lucernai, ecc. Le Kcal disperse e quindi la quantità di calore necessaria per riscaldare l’ambiente, oltre che dalla superficie dell’involucro, dipende dalla differenza di temperatura tra l’ambiente interno e quello esterno e dalla capacità isolante dell’involucro. In pratica, le calorie disperse aumentano con il diminuire dello spessore dell’involucro e con l’aumentare della conducibilità termica.

      Indicando con:

      • (K) le calorie disperse;
      • (A) la superficie dell’involucro;
      • (T) lo scarto di temperatura tra l’ambiente interno e quello esterno (salto termico);
      • (U) la capacità isolante dell’involucro (trasmittanza termica che, come abbiamo detto, aumenta con l’aumentare della conducibilità termica e al diminuire dello spessore dell’involucro)
      • Avremo che K = A x T x U, dove:

        • La lettera A, rappresenta la superficie in mq dell’involucro. Il valore così determinato va utilizzato senza alcuna correzione, se l’immobile è esposto a Sud, deve essere aumentato del 10 o 15%, se il fabbricato è esposto, rispettivamente, ad Ovest o Est, ecc.
        • Con riferimento alla lettera T, la legislazione prevede una temperatura interna che non deve superare i 20°C (tolleranza consentita del più 10%), mentre è stata stilato un elenco con l’indicazione delle temperature esterne delle principale località. Per i Comuni non previsti si farà riferimento a quelli limitrofi.
        • Per il valore di U si farà riferimento a previste tabelle, le quali fissano questo parametro per i vari materiali dell’involucro, come la muratura, le porte, gli infissi, ecc.
        • Determinate le Kcal disperse, che equivalgono alle Kcal necessarie per riscaldare l’ambiente, basta dividerle per il rendimento termico di ogni elemento, per ottenere il numero degli elementi che dovrà possedere il radiatore.

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          In evidenza in data 18 maggio 2012 : Comprare_auto_usata


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