Coltivare bonsai.


Coltivare bonsai



A parte chi lo fa per professione, coltivare i bonsai è un hobby che procura emozioni particolari, perché consente di creare in miniatura ambienti che in natura si possono permettere solo grandi spazi. Grazie alla tecnica bonsai ci si può circondare di svariate specie di alberi, anche a grande fusto, pur disponendo di poco spazio. Ma la cosa che più affascina è la conservazione da parte di queste piante in miniatura di tutte le loro funzioni, come la fioritura e la fruttificazione, nonostante le manipolazioni che hanno subito ad opera dell'uomo. Rappresentano il frutto di un paziente lavoro fatto da sistematici interventi di potatura, rinvaso e applicazione di tutori (fili, pesi e tiranti). I bonsai sono come i cani bassotti, validi cani da caccia, cani da tana, dalle zampe cortissime, diventati tali a seguito di continui e pazienti incroci da parte dell'uomo di razze di cani con zampe sempre più corte. Anche in questo caso l'uomo ha adattato alle proprie esigenze forma e dimensione del cane. In entrambi i casi, il risultato della manipolazione è un essere perfettamente sano ed in salute.

Scegliere la pianta da coltivare e rendere Bonsai. Tenuto conto che le piante miniaturizzate conservano inalterate la grandezza dei fiori e dei frutti, è evidente che per cercare di attenuare la sproporzione tra la grandezza di questi elementi e la pianta nel suo complesso, bisogna optare per specie, come il ciliegio, la quercia, l’ulivo, caratterizzate da un frutto di dimensioni contenute.

Dimora ideale dei Bonsai da interno: postazione che assicura una buona illuminazione, al riparo da correnti d’aria, lontano dai calorifici, con sufficiente areazione.

Pratiche colturali.

Tra le pratiche colturali richieste da ogni bonsai vanno citate la riproduzione, l'innaffiatura e la nebulizzazioni; la concimazione, la potatura ed il rinvaso proprie di tutte le piante alle quali si aggiungono tecniche caratterizzanti dell’Arte Bonsai, quali l’applicazione di pesi, fili e tiranti.

Riproduzione dei Bonsai.

La riproduzione dei bonsai avviene essenzialmente per talee, in misura minore per margotta e per semi. Margotta è talea, cosiddette tecniche di riproduzione agamiche, assicurano nuove piantine con le stesse caratteristiche genetiche della pianta che ha ospitato la margotta o dalla quale è stata prelevata la talea (pianta madre), mentre la riproduzione per seme, detta gamica, genera nuovi ibridi.

La dimensione della “talea”, da prelevare durante la stagione vegetativa, dall’inizio della primavera alla fine dell’estate, spazia dai 7-8 cm ai 15-18 cm, in funzione della specie. Per favorire e velocizzare la radicazione, l'estremità della talea, da immergere nel terreno (una miscela di sabbia e torba) per un po’ meno della metà della sua lunghezza, va tagliata a 45°. Trascorsi 20-30 giorni dall’interro compaiono i primi germogli. Con l’arrivo della primavera successiva, la nuova piantina è pronta per essere trasferita nella dimora definitiva.

Buoni risultati si ottengono anche con la "margotta". Come la talea, anche la margotta è una tecnica da attuare quanto la pianta ha ripreso pienamente l'attività vegetativa, diciamo da marzo a settembre. A differenza della talea, il ramo scelto per realizzare il nuovo bonsai, non viene prelevato e piantato, ma ad un certo punto dello stesso, diciamo equidistante tra il colletto (punto di unione col tronco) e l’apice (punta del ramo), si eseguono 1-2 piccole incisioni, profondità 30% circa del diametro, lunghezza dai 3-4cm ai 7-8cm, in funzione della lunghezza del ramo. Dopo aver trattato le incisioni con gli ormoni radicanti, per velocizzarne la radicazione, il tratto di ramo inciso viene avvolto con una composta formata da sabbia, torba e sfango, sufficientemente inumidita. Il tutto viene chiuso con un foglio di plastica, in modo da formare una sacca a modi caramella (margotta). Il tempo richiesto per la radicazione dipende dalla specie di pianta, ma in ogni caso è piuttosto lungo, anche di diversi mesi. Una volta che le incisioni avranno prodotto sufficienti radici, circostanza da verificare visivamente attraverso l’apertura procurata nella sacca per mantenere il terreno costantemente umido, il ramo va tagliato al di sotto del manicotto e piantato nella nuova dimora.

La “riproduzione per seme” può avvenire in semenzai non riscaldati (temperatura prossima ai 20°C) o in piena terra durante le stagioni intermedie, primavera e autunno, caratterizzate da un clima fresco. I semi vanno interrati ad una profondità più o meno pari alla loro grandezza, in un terreno leggero, soffice e ben drenato. Il periodo richiesto per la germogliazione, salvo eccezione, spazia mediamente da 10-15gg a 30-45gg, in funzione della specie. Le nuove piantine saranno trasferite nella dimora definitiva non appena avranno raggiunto una grandezza che consente di maneggiarle con disinvoltura.

Innaffiatura e nebulizzazioni.

La frequenza e l’intensità degli interventi di innaffiatura e nebulizzazione, oltre che dalla specie di pianta da coltivare, dipende dalla zona climatica, dalla stagione, dal drenaggio del terreno, dalla grandezza e dalla specie di vaso. Non esiste, pertanto, una regola fissa, bisogna farsi guidare dal buon senso. Come tutte piante anche i Bonsai vanno innaffiati quando il terreno appare asciutto, circostanza da verificare materialmente, affondando le dita nel terreno. Durante l’estate si innaffia tutti i giorno o al massimo a giorni alterni, mentre durante le stagioni fresche, primavera ed autunno, potrebbe bastare un intervento alla settimana, per arrivare al periodo invernale, durante il quale gli interventi vanno fortemente diradati. Potrebbe bastare innaffiare una volta al mese o anche meno. Una cosa è certa, le pianta vanno innaffiate quando il terreno è completamente asciutto, ed il terreno si asciuga anche d’inverno, soprattutto all’interno e con i calorifici accesi. Per gli esemplari tenuti all’ interno è necessario nebulizzare la chioma durante le giornate particolarmente calde della stagione estiva. Per i Bonsai da esterno, come per tutte le piante, in estate non bisogna innaffiare durante le ore calde della giornata, ma di sera tardi o mattina presto, rinviando l’intervento durante l’inverno se si prevedono gelate. I Bonsai vanno innaffiati lentamente, direttamente sul terreno, ripetendo l’operazione a distanza di pochi minuti.

Concimazione.

In considerazione della grandezza del vaso, che assicura una limitata quantità di terriccio, per i Bonsai l’esigenza di rinnovare gli elementi nutriti diventa più pressante. Pertanto, se per il Bonsai che vive in piena terra potrebbero essere sufficienti due interventi di concimazione, all’inizio e alla fine della stagione vegetativa, per il Bonsai in vaso, durante la stagione vegetativa, da marzo a settembre, mensilmente diventa necessario diluire nell’acqua destinata all’ annaffiatura una dose di concime liquido. Per evitare danni alla massa radicale, è opportuno bagnare preventivamente il terreno con la sola acqua.

Potatura dei bonsai.

La potatura, unitamente al rinvaso e all’applicazione dei fili, è una pratica fondamentale per miniaturizzare le piante. Interessa non solo la parte aerea della pianta, ma anche la massa radicale, da eseguire in occasione del rinvaso. Con essa, oltre agli obiettivi comuni a tutte le piante, quali seguirne la formazione durante i primi anni di vita, conseguire un giusto rapporto tra foglie e legno, tra vegetazione e produzione, nonché conservare nel tempo il risultato conseguito con gli interventi di allevamento, si mira a contenerne la crescita. Pertanto, anche per i bonsai possiamo parlare sostanzialmente di una potatura di formazione o allevamento, che interessa mediamente i primi 3-4 anni di vita della pianta, ed una potatura di mantenimento. Mentre soft interventi di mantenimento possono essere eseguiti in qualunque momento, con eccezione dei periodi particolarmente rigidi o caldi, per i più incisivi interventi di formazione i periodi migliori coincidono con la fine dell’autunno e con la fine dell’inverno, fine ottobre-novembre e fine gennaio-inizio marzo. Sono operazioni da eseguire con attrezzi adeguati alla dimensione della pianta. La totalità dei bonsaisti amatoriali e professionisti dispone di un Kit che comprende cesoie e forbicine in miniatura.

Come effettuare il rinvaso.

Quando le radici hanno occupato gran parte dello spazio destinato al terriccio, che tra l’altro non si riesce a fertilizzare sufficientemente con le concimazioni, è giunto il momento del rinvaso. Con l’occasione si provvede:

  • a sostituire il vaso con uno più grande in linea con le accresciute esigenze della pianta;
  • alla completa sostituzione del terriccio. Una composta a largo raggio potrebbe essere formata per i 2/3 da terriccio universale e per 1/3 da sabbia e torba in parti eguali, in grado di assicurare un buon drenaggio;
  • a ridimensionare la massa radicale, a partire dalle eventuali radici spezzate o comunque interessate da infezioni fungine, per passare a quelle più grandi e coriacee, a favore delle radici capillari che con maggiore efficienza contribuiscono ad alimentare la pianta.

Il bonsai va rinvasato annualmente durante i primi anni di vita, per poi diminuire la frequenza man mano che la pianta diventa adulta, fino ad arrivare a rinvasare ogni 4-5 anni. Il momento migliore per l’operazione di rinvaso coincide con il periodo di riposo vegetativo, evitando i periodi caratterizzati da situazioni climatiche di estremo freddo.

Applicazione di fili e tiranti.

I fili ed i tiranti vanno applicati perseguono lo scopo di correggere l’andamento dei rami, secondo le esigenze ornamentali ed i propri gusti, nel rispetto delle tendenze naturali della specie da coltivare. I fili del diametro di un paio di millimetro sono rivestiti da un guaina per evitare ferite ai rami nei punti di presa. Durante la stagione vegetativa, si interviene sui rami giovani, più flessibili, che meglio rispondono alle correzioni, che tendenzialmente conservano anche una volta che il filo viene rimosso. Infatti, i rami adulti tendono a riconquistare la precedente posizione, una volta slegati. Per aumentare la flessibilità dei rami, anche se giovani, scongiurando il pericolo che qualcuno possa spezzarsi, per alcuni giorni precedenti alla data dell’interno è opportuno procedere con abbondanti annaffiature. I tiranti, da legare eventualmente sui bordi del vaso, tendono ad imprimere ai rami un andamento a ombrello o quanto meno parallelo al suolo, in linea con il portamento della specie ed in ogni caso un portamento di pianta vissuta.

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