Potatura degli alberi.
Anche se la potatura rappresenta un’attività escogitata dall’uomo per proprie finalità, quasi sempre mal tollerata dagli alberi, e che gli esemplari lasciati liberi di vivere in natura non avvertono questa esigenza, non si può negare che per gli alberi destinati alle varie colture o che vivono in aree urbane, con finalità ornamentali, si possono immaginare svariati motivi che rendono indispensabile e spesso utile l’intervento di potatura. Intervento da eseguire nel rispetto della pianta, essere vivente, senza stravolgerne il portamento naturale.
Obiettivi perseguiti dalla potatura:
- assicurare loro una forma che rende confortevoli le operazioni colturali, in particolare la raccolta dei frutti;
- migliorare la produzione sia sotto l’aspetto quantitativo che qualitativo;
- realizzare un giusto equilibrio tra vegetazione e produzione;
- garantire agli alberi un giusto rapporto tra massa fogliare e legno ed una crescita in salute.
Per gli alberi coltivati ai fini ornamentali, gli interventi di potatura perseguono lo scopo di:
- realizzare la forma che soddisfa le esigenze ornamentali;
- contenere la crescita in funzione dello spazio a disposizione;
- rimuovere rami spezzati, danneggiati da eventi atmosferici, malati, che possono minare l’incolumità delle persone e delle cose.
I tipi di potatura
In funzione dell’obiettivo che persegue, la potatura si distingue in:
- potatura di allevamento o formazione, che persegue lo scopo di formare lo scheletro della pianta, correggendone i difetti, in modo che da adulta presenti una forma in linea con le aspettative ornamentali e funzionali;
- potatura di mantenimento o produzione, con la quale, a partire da quando inizia il periodo di fruttificazione, si cerca di migliorare e conservare nel tempo il risultato raggiunto con gli interventi di allevamento;
- potatura di contenimento, alla quale si ricorre in presenza di piante particolarmente esuberanti e spazi insufficienti;
- potatura di ringiovanimento o risanamento, caratterizzata da interventi drastici, che possono arrivare alla capitozzatura, in presenza di alberi particolarmente vetusti o colpiti in maniera grave da malattie o agenti atmosferici. Si concretizza in tagli delle branche principali, in attesa della nuova cacciata;
- potatura di rimonda, conosciuta come potatura di risanamento, cui si ricorre in genere per gli alberi ornamentali delle aree urbane che versano in uno stato di abbandono. Come si evince dal nome, persegue lo scopo di risanare questi alberi. Si tratta di interventi che non prevedono regole standardizzate, ma che vanno adattati alle esigenze specifiche del singolo albero, rimuovendo tutto il vecchiume, i rami che possono minare l’incolumità delle persone e delle cose, insomma, tutta la vegetazione che non risulta utile alla salute dell’albero e alle finalità dello stesso.
In funzione della stagione in cui viene eseguita, la potatura si distingue in :
- potatura a secco o invernale, eseguita durante la stagione invernale, in generale alla fine della stessa, gennaio-marzo, in funzione della zona climatica. Periodo durante il quale l’albero si sta preparando per la nuova stagione vegetativa, dopo il periodo di riposo;
- potatura a verde o estiva, da eseguire durante l’estate, comprende soft interventi che mirano a contenere la vegetazione degli alberi più esuberanti.
Tecniche di taglio particolari: taglio di ritorno e capitozzo
- Il taglio di ritorno è quello che mira ad accorciare il ramo con un taglio immediatamente a ridosso di un rametto laterale, che prenderà il posto del ramo tagliato, che sostituirà nella funzione apicale, se sufficientemente vigoroso. Tecnica utilizzata per la quasi totalità degli alberi da frutto.
- Il capitozzo rappresenta una tecnica molto discussa alla quale si ricorre in casi estremi per recuperare un albero con la chioma seriamente compromessa, vuoi per danni causati da agenti atmosferici, vuoi per abbondanza di vecchiume, vuoi per vetusta o malattia. Consiste nel tagliare le branche principali o l’unico fusto, in attesa della nuova vegetazione.
Come eseguire i tagli
Per un buon risultato è necessario utilizzare attrezzi bene affilati, operare un taglio netto e proteggere la zona con un mastice cicatrizzante, al fine di velocizzare la cicatrizzazione e salvaguardare la pianta da infezione e dall’attacco dei parassiti. Per evitare il ristagno dell’acqua piovana sulla ferita provocata dal taglio, questo deve essere inclinato verso il basso. Per asportare un intero ramo il taglio va eseguito in prossimità del colletto, senza intaccarlo. Il colletto, punto di raccordo tra il ramo ed il tronco, rappresenta una barriera naturale all’attacco del parassiti animali e vegetali, nonché facilita e velocizza la guarigione delle ferite.
Quando e come potare
Tranne poche eccezioni, il periodo migliore per la potatura maggiormente incisiva, coincide con la fine dell’inverno (febbraio-marzo), quando sta per finire il periodo di riposo vegetativo e l’albero si sta preparando per la nuova stagione vegetativa. In particolare per la potatura di produzione, il momento e la tecnica dell’intervento varia a secondo che l’albero fruttifica sui rami dell’anno o su quelli dell’anno precedente:
- per gli alberi che fruttificano sui rami dell’anno, l’ intervento, da eseguire alla fine dell’inverno, prima che per l’albero inizia la nuova stagione vegetativa, prevede che i rami esistenti vengano accorciate drasticamente, per stimolare sufficientemente la nuova vegetazione, cui fa capo la fioritura e la fruttificazione dell’anno in corso;
- per gli alberi che fruttificano su rami dell’anno precedente, per l’intervento bisogna attendere la nuova vegetazione, parte della quale va rimossa a favore dei rami di due anni, da cui dipende la produzione dell’anno in corso. I rami della nuova vegetazione risparmiati, saranno destinati alla produzione dell’anno successivo.
Con riferimento alle tecniche di taglio, in ossequio alla crescente rispetto per la natura e per pianti in particolari, sempre più spesso si sente parlare della cosiddetta potatura naturale, non solo a livello domestico, ma anche con riguardo alle colture intensive. In pratica, accettato che il taglio produce alla pianta una sofferenza, questa tecnica di potatura “naturale” esclude la creazione di monconi e monconcini: i rami non si accorciano, o si lasciano o vengono rimossi per intero, grandi o piccoli che siano. Per le colture intensive, la tecnica comporta un risparmio di tempo, perché velocizza l’operazione. Si tratta di stabilire con cura i rami da tagliare, distribuendoli equamente, in modo da non alterare la tendenza naturale della specie.
Attrezzi e precauzioni
Per rami fino ad una certa dimensione si usa la cesoia; per rami più consistenti bisogna ricorrere al segaccio; per i rami più lontani la cesoia viene sistemata all’estremità di un’asta, mentre per branche particolarmente grandi necessita la motosega. Durante le operazioni di taglio, indossare guanti, scarpe antinfortunistica ed un abbigliamento adeguato al tipo di attrezzo.
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