Bambini aggressivi.


Bambini aggressivi



La presente guida fornisce informazioni utili sui bambini aggressivi, ovvero illustra i sintomi di un comportamento aggressivo, le cause e cerca di suggerire i comportamenti adatti ad affrontare nel miglior modo possibile questo tipo di bambini.

Sintomi di aggressività: quali sono e quando si manifestano

Sono molteplici i sintomi che indicano un montante senso di aggressività in un bambino: ci sono bimbi aggressivi con loro stessi e che quindi iniziano a mostrare il malessere interiore tirandosi i capelli, graffiandosi su una qualsiasi parte del proprio corpo ma di solito lo fanno prevalentemente sul viso. Poi invece ci sono i bambini che sin dal primo momento riversano la propria violenza su gli altri, aggredendo fisicamente principalemnte gli altri bambini e facendogli dispetti.

L’aggressività del bimbo si può manifestare già nel primo anno di vita tramite pianti, urla e addirittura tramite l’uso di oggetti contundenti da poter lanciare verso le persone; ma di solito secondo studi statistici effettuati da pedagoghi di fama internazionale i primi sintomi di aggressività nei bambini iniziano a manifestarsi tra i 2 ed i 5 anni di età del bambino stesso.

Motivi scatenanti

Le cause che possono portare esplosioni di aggressività e di rabbia in un bambino possono essere molteplici sia di natura psicologica che sociali; per tutti e due i casi comunque il bambino il più delle volte con quel dato tipo di comportamento sta cercando a suo modo di comunicare la sua voglia di essere al centro delle attenzioni e magari di essere ascoltato, ma soprattutto di non sentirsi messo in secondo piano. Ciò accade in particolare se ha altri fratellini o sorelline.

Motivi psicologici

Le origini psicologiche di comportamenti infantili aggressivi possono risiedere nella volontà del bambino di manifestare il proprio dissenso contro la mancanza di dimostrazioni di attenzione o di affetto per se stesso da parte dei propri genitori; può capitare infatti che un bambino possa non sentirsi ascoltato o amato dai propri genitori (anche se poi magari non è così) e quindi, non riuscendo ad esprimere con le parole il suo stato d’animo, o per rafforzare le sue convinzioni circa l’affetto per lui dei suoi cari, il bambino decide di agire in modo aggressivo.

In particolare i bimbi che hanno fratellini o sorelline più piccoli sentendosi meno al centro delle attenzioni dei propri genitori maturano nel proprio io quella che viene comunemente definita gelosia e nel tentativo di ribellarsi, alla loro maniera, a questo stato di cose si pongono i modo aggressivo nei confronti sia dei genitori che dei fratellini o sorelline più piccoli.

Motivi sociali

Vi sono purtroppo bambini che nascono e crescono in condizioni di parziale o totale disagio sociale; i più piccoli per loro stessa natura spesso sono portati a notare ogni tipo di diversità tra quello che è il loro mondo e quello in cui vivono gli altri e, riscoprendosi privati di un qualcosa che magari invece altri hanno e non riuscendo a farsene una ragione reagiscono in modo violento o comunque rabbioso.

Motivi psichiatrici

Vi è un terzo polo tra le motivazioni che possono spingere un bambino ad essere aggressivo, e cioè quello che ha a che fare con disturbi psichiatrici del bimbo che possono dipendere da pesanti situazioni di stress in cui è costretto a vivere il bambino o da maltrattamenti di natura fisica e psicologica o anche dal precoce manifestarsi di malattie mentali.

Modalità di intervento o di prevenzione

Nel programmare un intervento atto a tentare di diminuire il tasso di aggressività in un bambino è fondamentale tener conto di una cosa, e cioè che già dall’età di 18 mesi un bimbo o una bimba possono manifestare delle evidenti inclinazioni rispetto ai comportamenti aggressivi; pertanto alcuni bambini più di altri in particolari situazioni tendono a reagire in modo violento e rabbioso. Molti pedagoghi e psicoanalisti dell’infanzia per arginare questi tipi di comportamenti consigliano di cercare di focalizzare l’attenzione dei piccoli su attività di tipo socio educativo quali ad esempio attività di gruppo o singolari che portino il bambino ad iniziare a sviluppare altri interessi e quindi a diminuire il proprio impeto aggressivo; tale tipo di terapia è anche definita di gestione dell’aggressività.

Altro aspetto fondamentale che può ridurre l’aggressività infantile è quello della non aggressività del genitore nel momento in cui egli deve imporre la propria autorità al bambino. Porre dei paletti al bimbo riguardo a ciò che può e non può fare è cosa sacrosanta ma, poiché il bimbo impara i comportamenti dagli adulti, è sempre utile far capire al bambino le proprie motivazioni senza imporgliele con gesti bruschi o violenti (ad esempio dandogli degli schiaffi), in modo da dare al piccolo un esempio su qual è il corretto comportamento da avere nei confronti del prossimo. Le questioni, soprattutto quelle più importanti, vanno fatte capire non vanno imposte e basta, in modo tale che il bambino capisca che se vuole ottenere qualcosa dagli altri il comportamento corretto è quello del dialogo e non quello della violenza. Ovviamente un comportamento non violento non esclude le punizioni non corporali, come ad esempio il divieto di giochi o tv, poiché anche con il sacrificio il bimbo impara a non avere atteggiamenti sbagliati.

Ulteriori consigli

Ricordate che nella maggior parte dei casi l’aggressività di un bimbo è dovuta alla voglia di attenzioni, non ad un problema psicologico di fondo, quindi non fatevi prendere dal panico e non cercate per forza di vedere problemi irrisolvibili dove non ce ne sono: l’aggressività dovuta a richiesta d’attenzione non è un comportamento negativo, ma solo errato, che può essere tranquillamente corretto con il dialogo e l’educazione, come sopra descritto.

Se invece si pensa che i problemi dei piccoli possono scaturire da altri fattori tra cui quelli di tipo psichiatrico o psicologico è fondamentale rivolgersi ad un medico specialista, informandosi però sempre su quali siano i metodi da esso utilizzati per tentare di risolvere il problema da cui è affetto il bambino, prima di sottoporre il bimbo a terapie non efficaci.

Infine una tra le terapie che risultano più efficaci nei comportamenti infantili aggressivi è quella familiare, quindi consultate un bravo medico specialista se pensate che questo sia un metodo valido a risolvere il problema del piccolo.

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