Come addestrare un cavallo.


Come addestrare un cavallo

Hai un cavallo e hai deciso di addestrarlo? Questo è lo spazio che ti offre consigli e indicazioni per riuscire a raggiungere l’obiettivo accompagnandoti passo dopo passo. È importante che l’utente ricordi che il cavallo ha tempi di apprendimento soggettivi e che quindi le proposte del portale vengano considerate delle linee generiche che debbono essere adattate all’animale in questione.

Addestare un cavallo è un percorso che richiede impegno e buona volontà. Naturalmente i tempi indicati nella guida sono relativi, molto dipende infatti dallo stato di partenza dell’animale e dalla sua recettività.

Il necessario:

  • Cavallo
  • Redini lunghe
  • Sella
  • Cavezzone da doma
  • Stinchiere
  • Paraglomi
  • Frustino
  • Filetto

Essendo un percorso abbastanza difficile da compiere insieme al vostro animale, accanto agli strumenti necessari, armatevi anche di sensibilità e pazienza: ci stiamo affacciando in un percorso che ha tempi abbastanza lunghi e che necessita di esperienza e conoscenze tecniche del settore. Il portale quindi un primo approccio all’addestramento del cavallo che vi potrà essere utile per partire con il piede giusto... o con lo zoccolo giusto!

Settimana 1: Passeggiate d’addestramento. Preparare il cavallo dotandolo di redini lunghe. Non è ancora il momento di montare il cavallo, ma, tenendo le redini come si trattasse di un guinzaglio, accompagnate il cavallo in qualche passeggiata, abituandolo a compiere percorsi al passo, a compiere curve larghe o circoli completi (generalmente di 12 m di diametro), il tutto al passo. Questa fase è necessaria durante la prima settimana: il cavallo deve lavorare molto in circolo alla lunghina e accompagnare questo esercizio con comandi vocali in modo che l’animale possa associarli all’andamento.

Solo successivamente il cavallo può passare ad esercitarsi sul trotto: in questo caso l’andatura deve essere accompagnata dallo schioccare della lingua per cadenzare i movimenti, dapprima più frequentemente e gradualmente riducendo a interventi più mirati per sottolineare il ritmo.

Taluni ritengono che oltre a schioccare con la lingua, questo comando debba essere accompagnato da una frusta, sebbene usata raramente. Qui si preferisce evitare, quanto meno nella fase iniziale, questo metodo.

È bene evidenziare inoltre che ogni progresso del cavallo e ogni esercizio ben praticato devono essere premiati dall’addestratore con la voce, con una carezza o con una piccola golosità per il nostro piccolo amico come una carota.

Settimane 2-3: Montare in sella. Dopo almeno una settimana è possibile passare a montare il cavallo. Va quindi sellato poggiando lo strumento con estrema cura per evitare ferite e montarlo con dolcezza e fermezza al medesimo tempo. In questa seconda settimana il cavallo rifarà gli stessi percorsi della prima, ma abituandosi alla nostra presenza: si lavora dunque ancora alla lunghina, ma questa volta rispondendo ai nostri comandi.

Settimana 4-8: Il maneggio. Il cavallo e il suo addestratore dovrebbero esser pronti per il maneggio. Quando si monta il cavallo è bene adoperare un cavezzone da doma e tutte le protezioni opportune per preservare l’incolumità del cavallo come stinchiere e paraglomi che potrete trovare presso i rivenditori specializzati.

Per correggere l’andatura del cavallo (affinché non sia storta o disunita) è bene sin dall’inizio che sia incanalato sul costato fra due gambe in modo alterno, come se si camminasse con lui (gamba destra quando l’anteriore destro è in levare e viceversa) spingendo in avanti col bacino. Ogni movimento deve essere assecondato dal nostro corpo: ad esempio nel momento in cui il cavallo curva, il peso del fantino deve gravare all’esterno.

Taluni consigliano in questa fase l’utilizzo di un frustino. Da evitare l’uso di speroni (almeno nelle prime 2 settimane di questo nuovo step).

Specialmente in questa fase iniziale al maneggio, ogni esercizio non deve durare più di 30 minuti per evitare che il cavallo si affatichi. Gli esercizi, che devono prevedere dei cambiamenti trasversali ogni 2-3 giri, devono tener conto anche della concentrazione degli animali: è quindi compito dell’addestratore inserire periodicamente comandi vocali (associati a opportuni movimenti) per il passaggio dal passo al trotto al “alt”.

Settimana 9. Il filetto. Dopo circa un mese la maneggio è possibile mettere il filetto al nostro cavallo, lasciando comunque il cavezzone; esso deve essere abbastanza grosso e di rame affinché il cavallo non si faccia male. Per un primo periodo è possibile mettere zuccherini o piccole golosità sul filetto per far sì che il cavallo vi prenda confidenza.

In questa fase si cominciano a chiedere al cavallo anche leggeri spostamenti della nuca: laterali in una posizione da fermo e diretta spingendo il corpo ina vanti. Appena il cavallo comincia a flettere, cedere leggermente le redini per premiarlo, unendo a questo anche un complimento verbale.

Attenzione!

Queste sono le prime fasi di un addestramento che va adattato alla sensibilità e alla capacità di apprendimento dell’animale che abbiamo di fronte.

Un cavallo completa la crescita verso i 5 anni; è bene quindi non montarlo prima dei 3.

Per un addestramento meticoloso è necessaria la professionalità di un addestratore a cui potrete affiancarvi durante gli esercizi o subentrare in un secondo momento.

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