Come coltivare lamponi.


Come coltivare lamponi

Guida informativa e pratica sulla coltivazione dei lamponi, cosiddetti frutti di bosco, dal clima ideale alla composizione, preparazione e concimazione del terreno, dalla piantumazione alle cure colturali, dalla cimatura estiva alla potatura invernale, dalla innaffiatura alla raccolta dei frutti.

Informazioni sui lamponi.

Il lampone, arbusto perenne, dal quale si dipartano tralci che raggiungono i 2 metri di lunghezza, appartiene alla famiglia delle rosaceae. Originario dell’Asia e dell’Europa, è oggigiorno presente in tutto il mondo. Fa parte dei cosiddetti piccoli frutti o frutti di bosco che, unitamente ad altri frutti come ribes, fragoline, mirtilli, more, ecc., cresce spontaneo nei sottoboschi, fino a 2000m circa di quota, ove gode della protezione degli alberi ad alto fusto. Il Lampone è un arbusto che supera il metro di altezza, facile da coltivare. La parte aerea comprende i tralci, ossia i polloni che hanno raggiunto il biennio, ed i polloni di un anno.

Condizioni climatiche ideali.

Il lampone predilige un clima mite, ma sopporta bene il freddo. E’ importante assicurare alle piante postazioni parzialmente soleggiata e riparate dal vento.

Caratteristiche del terreno.

Pur non essendo particolarmente esigenti, i lamponi prediligono un terreno soffice, fresco e drenato, ricco di sostanze organiche, da lavorare e fertilizzare con stallatico maturo qualche mese prima della messa a dimora delle piantine. Un terreno che non offre ostacoli all’apparato radicale che si sviluppa in superficie. La preventiva lavorazione e fertilizzazione del terreno prevede la vangatura con l’interro dello stallatico maturo. Tracciato il primo solco, profondo 35-40cm circa, viene distribuito lungo lo stesso letame maturo, in ragione di 2-2,5kg a mq, letame da coprire con le zolle del secondo solco parallelo al primo e così via fino alla lavorazione dell’intero appezzamento.

Pratiche colturali: messa a dimora delle piantine, moltiplicazione, concimazione, innaffiatura, potatura, pacciamatura.

  • Il periodo migliore per la messa a dimora dei piccoli arbusti, da capitozzare a 20 cm circa dal suolo, coincide con la stagione autunnale e quella primaverile. Le piantine sui filari vanno distanziate di 30-40cm circa, mentre tra i filari bisogna lasciare mediamente 200cm. I filari vengono realizzati con una struttura fatta con pali e fili di ferro.
  • La moltiplicazione avviene per divisione dei cespi, interrando i giovani polloni che senza soluzione di continuità spuntano alla base della pianta. L’impollinazione avviene ad opera di insetti.
  • Circa la concimazione assume rilievo la fertilizzazione con letame maturo da effettuare in occasione della preventiva preparazione del terreno.
  • Il lampone non richiede molta acqua. Le innaffiature, come per tutte le pianta, vanno eseguite quando il terreno non presenta tracce del precedente intervento e risulta perfettamente asciutto. La circostanza va accertata affondando materialmente le dita nel terreno. In caso di dubbio è sempre consigliabile rimandare l’intervento di irrigazione. E’ opportuno evitare le irrigazioni a pioggia che possono compromettere l’integrità della parte aerea della pianta con patologie fungine.
  • E’ previsto un intervento di potatura invernale con il quale si rimuovono i rami secchi, spezzati o comunque interessati da patologie e quelli in eccesso, mentre durante l’estate si interviene sulla nuova vegetazione per diradarla. In particolare, per la varietà unifere l’intervento di potatura invernale si può eseguire sia in autunno che alla fine dell’inverno, lasciando 5-7 tralci per ml, mentre durante il periodo vegetativo si deve ridimensionare la presenza dei giovani polloni.
  • Con riguardo alla varietà rifiorente, ossia che fiorisce e fruttifica più volte durante l’anno, dopo il primo raccolto bisogna procedere con la cimatura dei tralci che hanno fruttificato per favorirne la fioritura e quindi una nuova fruttificazione. Successivamente, con la potatura invernale i vecchi tralci vanno recisi dalla base per creare le condizione per l’emissione di nuovi polloni, cui faranno capo le fruttificazioni future.
  • Periodicamente, se necessario, si provvede ad eliminare le infestanti con interventi di sarchiatura o pacciamatura.

Raccolta dei lamponi.

I lamponi si raccolgono essenzialmente durante l’intera stagione estiva. Ne esiste una prima varietà (unifere) che fruttifera una sola volta all’anno sui rami dell’anno precedente in piena estate ed una seconda varietà (bifere) che fruttifica anche una seconda volta sui rami dell’anno agli inizi della stagione autunnale. In cucina i lamponi vengono consumati come frutta fresca, nelle macedonie, per preparare confetture, creme e sciroppi, mentre le foglie trovano impiego in erboristeria. La raccolta è scalare, i frutti vengono rimossi dalla pianta man mano che giungono a maturazione. I frutteti di lamponi forniscono i primi frutti trascorsi due anni dalla messa a dimora dei piccoli arbusti, mentre vanno rinnovati ogni decennio circa.

Malattie e parassiti.

I lamponi sono piante particolarmente resistenti che difficilmente vengono aggredite da parassiti animali e/o vegetali.

Coltivare i lamponi in vaso.

In considerazione della loro grandezza, i lamponi si prestano ad essere coltivati in grossi vasi da sistemare su balconi o terrazzi. In quanto compatibili, per la messa a dimora delle piantine e le successive cure culturali, valgono le regole viste per la coltivazione in piena terra, avendo cura di utilizzare contenitori abbastanza grandi, di 50-60cm di diametro. In particolare, bisogna assicurare alla pianta un postazione non particolarmente soleggiata e riparata dal vento, mentre il substrato deve essere soffice e leggero, ben drenato e ricco di sostanze organiche.

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