Come fare la birra artigianale in casa.


Come fare la birra artigianale in casa



Come si può fare la birra artigianale in casa propria? Negli ultimi tempi si è diffusa sempre di più la passione per l’homebrewing, ossia la produzione artigianale di birra, e molti si cimentano in queste produzioni da condividere poi con gli amici. Vediamo come è possibile con alcuni consigli e un po’ di materiale tecnico produrre la propria birra.

Legislazione.

Specifichiamo in partenza che fare la propria birra in casa è assolutamente legale. Quello che non è legale è la vendita del prodotto che ottenete. Per cui via libera alla vostra vena da mastri birrai, ma consumatela rigorosamente tra amici e parenti, o se proprio volete condividerla con gli estranei offritela!

I diversi metodi per preparala.

Per preparare la birra si usano solitamente tre metodi. Il primo, più semplice, è quello di usare dei kit già pronti. Il secondo invece prevede l’utilizzo di estratto di malto non luppolato, luppolo ed eventualmente aggiungere grani speciali per dare sfumature particolari all’aroma. Infine si possono utilizzare grani di malto d’orzo. Studiamoli più approfonditamente.

Birra con il kit.

Solitamente il kit permette di ottenere dei risultati medi nella maniera più facile, ed è ottimo per chi inizia la produzione artigianale. L’utilizzo del kit permette di prendere la mano con materiali e tecniche e fare esperienza, per potersi poi cimentare in soluzioni più personali. E' possibile acquistare il kit tramite internet su diversi siti specializzati nell’homebrewing, e i prezzi si aggirano indicativamente tra i 60 e gli 80 euro. Il kit è composto principalmente dal materiale per la fermentazione e da una dose di estratto luppolato.

Acquistando un kit ci troveremo quindi tra le mani:

  • un contenitore per la fermentazione in plastica, con rubinetto di scarico in basso,
  • un termometro a striscia adesiva (di quelli usati a volte anche per misurare la temperatura delle bottiglie di vino),
  • un gorgogliatore, che fa uscire l’anidride carbonica che si crea con il processo di fermentazione e non permettere all’aria di entrare,
  • un densimetro e una provetta per calcolare la densità del mosto,
  • una spatola per mescolare,
  • un tubo da utilizzare per il travaso,
  • una macchina tappatrice e una confezione di tappi,
  • ed infine delle polveri igienizzanti.
Attenzione, le bottiglie non sono incluse, dovrete rimediarle da voi. Esiste poi il kit chiamato di Cooper, che contiene anche un secondo contenitore ed è acquistabile ad un prezzo maggiore di quello standard appena descritto. Comprare separatamente questi pezzi, a livello economico, non conviene rispetto all’acquisto del kit.

La preparazione della birra fai da te. Una volta che avete acquistato il vostro kit, prendete la lattina di preparato e riscaldatela in acqua calda, in quanto essendo l’estratto molto denso, deve essere fluidificato dal calore per poter essere utilizzato più comodamente. Aperta la lattina, il contenuto va disciolto in un dato quantitativo di acqua (chiaramente indicato nelle istruzioni), vi si aggiungono eventualmente altri ingredienti, si fa bollire per pochi minuti e poi si cerca di raffreddare piuttosto velocemente. Versate questo preparato raffredato nel fermentatore ed aggiungete la quantità richiesta di acqua fredda. Ora, facendo attenzione a mantenere la temperatura tra i 19 e i 23 gradi, aggiungete il lievito secco. Mescolate per bene e poi misurate la densità con il densimetro. Chiudete poi il fermentatore, inserite il gorgogliatore e posizionate il fermentatore in un luogo fresco e asciutto, con temperatura stabile intorno ai 20 gradi. Dopo poche ore la fermentazione ha inizio, e lo sentirete dai “versi” che produrrà il gorgogliatore. Nel caso in cui il gorgogliatore non emetta suoni potrebbe darsi semplicemente che il contenitore non è chiuso ermeticamente, ma il processo è comunque attivo, non preoccupatevi: segno distintivo è la produzione della schiuma. La fermentazione dura da un minimo di 4 giorni ad un massimo di 7, e termina quando raggiungete il grado di intensità scritto nelle istruzioni. Imbottigliate solo quando siete sicuri di aver terminato la fermentazione! Per imbottigliare effettuate uno o anche due travasi, in modo da rendere la birra più limpida. Una volta imbottigliato, le bottiglie vanno tenute a riposo per due settimane in un luogo con temperatura intorno ai 20 gradi, per poi essere posizionate altre due settimane in un luogo più fresco. La birra è ora pronta per essere bevuta, ma per i più pazienti è meglio aspettare ancora un po’, in quanto il sapore migliora col tempo.

Birra con estratto non luppolato.

In questo caso avrete bisogno di qualche attrezzatura in più, per lo specifico: una pentola da minimo 10 ad un massimo di 25 kg, una macina per i grani, un sistema di filtraggio, un termometro 0-100 ed una bilancia abbastanza precisa Acquistate l’estratto di malto (potete prendere sia quello specifico per la birra che quello per panettieri), il luppolo (si consigliano i fiori secchi o i plugs, sconsigliati invece i pellets) e una piccola quantità di grani speciali. I grani speciali sono malto di grano, e nelle diverse varietà servono per dare aromi particolari alla birra. Per quanto riguarda le dosi di malto e luppolo fatevi consigliare al momento dell’acquisto specificando la quantità e qualità di birra che avete intenzione di produrre, le dosi infatti variano anche al tipo di aroma che si vuole dare. Macinate i grani, portate a 70 gradi circa 15 litri di acqua (per ottenere circa 20 litri di birra), e aggiungete ciò che avete macinato. Aggiungete l’estratto di luppolo, portate ad ebollizione e continuate a far bollire per 45 minuti circa. Unite il luppolo e fate bollire altri dieci minuti, massimo un quarto d’ora. Fate raffreddare e poi filtrate il tutto, trasferendo il liquido nel fermentatore. Quando il composto raggiunge i 25 gradi massimo, misurate la densità e poi proseguite come nel caso del kit descritto prima.

Birra con i grani.

Se volete produrre birra in questo modo sappiate che la difficoltà aumenta notevolmente e avrete bisogno di ulteriore attrezzatura. Innanzitutto un mulino per macinare i grani, poi un ulteriore pignatta di grosse dimensioni ed infine un sistema di filtraggio. Si consiglia di acquistare anche un sistema di raffreddamento, uno di ossigenazione e una boccetta di tintura di iodio per misurare la trasformazione dell’amido. Inoltre dovrete bilanciare a vostro gusto le quantità di malto e luppolo, per cui questo procedimento è consigliato esclusivamente a chi ha già una discreta esperienza. Al posto dell’estratto acquistate questa volta i grani per la base (disponibili nelle tipologie Pils, Pale, Vienna e Monaco) e gli eventuali grani speciali. Mettete in infusione il macinato con acqua, rimanendo in una proporzione tra 3-4 litri di acqua per ogni kg di grani. Esistono diverse ricette, in base alle quali le temperature cambiano e vanno tenute per tempi diversi, in modo da influire in modo differente sul corpo, sul colore, sulla gradazione alcolica e così via. Portate poi intorno ai 75 gradi e iniziate a filtrare. L’estratto sarà molto denso e andrà quindi diluito (seguite sempre qualche ricetta). Quando avrete raggiunto la quantità e la densità che ritenete ottimali, siete pronti per procedere alla birrificazione. L’estratto che avete ottenuto sarà bollito e procederete come all’inizio della birrificazione da estratto di malto.

Dosi per una birra chiara.

Una ricetta generica per realizzare dieci litri di birra prevede l’utilizzo di 1,2 kg di estratto di malto, 250 gr di zucchero di canna, 25 gr di luppolo e 10 gr di malto. In ogni caso conviene affinare la tecnica utilizzando i kit e poi passare alla produzione all grain fidandosi dell’esperienza maturata e del proprio gusto, oppure basandosi su ricette provate da altri personalizzandole.

La birra artigianale quanto dura?

La birra così prodotta si mantiene senza problemi per diversi mesi, e tenete a mente che solitamente, se il processo si è svolto nel modo migliore, il sapore della birra tende a migliorare nel tempo. Occhio quindi ai tempi per la fermentazione, l’imbottigliamento e il consumo.

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