Come si compila un assegno.


Come si compila un assegno

In questa guida vediamo come si compila un assegno correttamente. Quando bisogna pagare qualcosa di molto valore, utilizzare i contanti non è conveniente, perché significherebbe portare con sé una grande quantità di denaro e ciò non solo è scomodo ma anche pericoloso. In tal caso il modo più sicuro è quello di emettere un assegno, ma sono molte le persone che, pur avendo il libretto degli assegni sbagliano continuamente la compilazione dei vari campi. Vediamo quindi come fare per evitare questo inconveniente.

Di seguito riportiamo i passaggi chiave per la compilazione giusta dell’assegno, cioè: luogo e data di emissione; l’importo da versare in cifre numeriche; l’importo in lettere; intestazione del beneficiario; firma del titolare del libretto; clausola “non trasferibile”.

  • Luogo di emissione: indica il luogo in cui viene emesso l’assegno ed è importante soprattutto per chi lo deve incassare, perché se il luogo di emissione non coincide con quello della banca in cui si deposita, la banca ricevente aumenta il numero dei giorni per rendere disponibile l’importo versato, che varia a discrezione dell’agenzia (in genere 7 giorni). Diverso è se il luogo di emissione coincide, in tal caso l’assegno è liquidato già il giorno dopo il versamento.
  • Data di emissione: deve indicare la data in cui si rilascia l’assegno. Se questa viene posticipata l’assegno è definito post-datato, in realtà questo non è lecito dal punto di vista fiscale. Se è necessaria per far arrivare l’assegno al beneficiario, sono ammessi 4 giorni di posticipo.
  • L’importo in cifre numeriche: l’importo in cifre va scritto con i decimali anche se è intero, in tal caso si scriveranno i due zeri (00) dopo la virgola. Quindi se per esempio dovete versare 357 euro e 35 centesimi scriverete “357,35” se invece dovete versare 345 euro scriverete “345,00”.
  • L’importo in lettere: fate sempre attenzione a scrivere l’importo in lettere, anche perché se per errore l’importo in lettere e quello in cifre non dovessero coincidere, per la banca conta quello in lettere. Nell’importo in lettere i decimali si riportano in cifre dopo una sbarretta. Nel caso detto sopra si riporta “trecentocinquantasette/35” oppure “trecentoquarantacinque”. Sono ammesse anche diciture come “trecentocinquantasette e 35 centesimi”, “trecentocinquantasette/35 centesimi” e “trecentocinquantasette e trentacinque centesimi”, anche se sono meno consigliate perché scrivendo di più, si rischia di più di cadere in errore. In ogni caso, se la cifra è riportata una sola volta, l’assegno sarà comunque valido. Ricordate sempre di far precedere e seguire la cifra con il segno # in modo che nessuno possa modificare la cifra da te scritta.
  • Il beneficiario: è il soggetto al quale versate l’assegno di cui bisogna conoscere nome e cognome. Se si lascia in bianco si considera come da destinare “al portatore” e quindi chiunque ne prende possesso lo può incassare.
  • La firma: ovviamente l’assegno deve essere firmato da chi lo emette, e deve corrispondere a quella depositata in banca come titolare del libretto degli assegni.
  • L’assegno non trasferibile: dal 30 aprile 2008 tutti i libretti degli assegni sono “non trasferibili”, ma chi è ancora in possesso di libretti emessi prima di quella data, al momento dell’utilizzo dovrà apporre la dicitura “non trasferibile”. È però ancora possibile richiedere in banca degli “assegni in forma libera” che consentono il trasferimento di somme di denaro inferiori o uguali a 5000 euro. Mentre tutti gli assegni il cui valore superi i 12500 euro devono obbligatoriamente essere “non trasferibili”.
  • La matrice: sulla matrice dalla quale si stacca l’assegno, ricordate di scrivere l’importo del saldo del conto corrente al momento dell’emissione dell’assegno, il valore dell’assegno effettuato, la data e il nome del destinatario. Se occorre apponetevi anche la motivazione per cui gli “girate” questa somma.
  • Altri consigli: gli assegni possono essere utilizzati per qualsiasi tipo di pagamento. È importante però assicurarsi che il saldo disponibile del proprio conto corrente possa coprire l’importo da versare. Le banche infatti, nel momento in ricevono un assegno, verificano che quel trasferimento di denaro sia effettivamente realizzabile, e qualora ciò non fosse possibile la banca può bloccare l’assegno e far partire una denuncia fiscale. Inoltre, nei paesi appartenenti all’Unione Europea, l’assegno può essere scritto in qualsiasi lingua dei Paesi in cui è in corso la moneta unica.

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