Come coltivare il basilico in vaso.

    Indice:

    1. Una bustina di semi di basilico che si acquista al supermercato o da un fioraio.

    2. Un cassonetto anche in plastica forato sul fondo.

    3. Del terriccio comune.

    4. Un po di vasi di terra cotta sempre con alcuni fori sul fondo.

    5. Un po di sassolini piatti.

    6. Uno spruzzino per l'acqua.

    7. Un foglio di cellofan.

    8. Un elastico abbastanza grande da poter passare intorno al cassonetto in plastica.

Come coltivare il basilico in vaso

Ci proponiamo di fornire, a chiunque abbia voglia di seguirci, poche e chiare indicazioni sul come coltivare il basilico in vaso. In tal modo, anche se si vive in città e non si dispone di grandi spazi, su un balcone o anche una finestra si possono avere da aprile a dicembre le verdi e profumate foglioline per preparare un buon sugo al pomodoro o un aromatico pesto alla genovese. Come sempre, prima di passare alla descrizione pratica, diamo qualche notizia sulla pianta e la sua storia. Il basilico, il cui nome scientifico è "Ocimun Basilicum", appartiene alla famiglia delle "Laminaceae" ed è una pianta erbacea che porta a termine il suo ciclo vitale nell'arco di un anno. Proveniente dall'Asia tropicale fu introdotta prima in India e poi in Iran e successivamente da questi paesi raggiunse il bacino del Mediterraneo e la Francia del Sud. In seguito a partire dal 1500, poiché era considerata una pianta con virtù medicinali, fu portata sulle navi in America e qui si diffuse tanto è che oggi questo paese ne è il maggior produttore ed esportatore. Esistono circa cinquanta diverse specie di basilico contenenti ognuna un diverso dosaggio di oli essenziali che gli conferiscono diversi e caratteristici aromi. Le specie più comuni nel nostro paese sono: il basilico genovese ed il basilico a foglie piccole. La moltiplicazione del basilico avviene per semi perciò, di seguito, i 5 necessari passi per ottenere da una bustina di semi una rigogliosa pianta di basilico.

In marzo/aprile, ma ai nostri climi fino a giugno, si riempie il cassonetto di terriccio dopo aver coperto i fori sul fondo con i sassolini (in tal modo l'acqua fuoriesce senza appantanarsi ma senza trascinarsi dietro la terra)e sulla superficie si dispongono, uniformemente, i semi. Si ricoprono i semi con un altro strato di terra spesso 1 o 2 centimetri e si inumidisce ben bene servendosi dello spruzzino. Si ricopre il cassonetto col cellofan che si ferma utilizzando l'elastico. Si ripone il cassonetto in un luogo luminoso ma in ombra. Ogni giorno lo si scopre, si elimina la condensa dal cellofan, si riumidifica la terra e dopo di che lo si ricopre.

Si lascia crescere le pianticelle fino a quando, dopo circa una ventina di giorni, avranno raggiunto la lunghezza di 7/10 centimetri allora è giunto il momento di procedere alla rinvasatura.

Si estraggono delicatamente le piantine avendo cura di conservare intorno alle radici un piccolo pannicolo di terra e le si trapianta 4 o 5 per volta nei vasi di terracotta. Vasi che si è riempiti di terriccio con procedimento analogo a quello descritto sopra. Terminato il trapianto si innaffia delicatamente ma con abbondanza e si ripongono i vasi. Le piante possono anche rimanere al sole ma bisogna aver cura che siano costantemente umide.

Le foglie di basilico, che è possibile prelevare già dopo un mese, vanno staccate insieme al picciolo e meglio se si compie l'operazione con una piccola cesoia. Le piante necessitano di continua potatura: bisogna bisogna recidere con regolarità gli apici vegetativi ed i fiori (le cime)in tal modo divengono più forti e rigogliose. Se si effettua con regolarità tale operazione ed il clima rimane abbastanza mite (senza gelate) si riesce a conservare il basilico fino a dicembre. Volendo conservarlo per l'intero inverno conviene raccogliere le foglie a stagione inoltrata e congelarle oppure disporle in un vaso di vetro e coprirle di olio di oliva. Il basilico non va seccato perché perde quasi del tutto l'aroma.

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