Mediatore civile.


Mediatore civile



    Indice:

  1. Chi è
  2. Mediazione civile:procedura
  3. Come si diventa mediatore civile
  4. Quanto guadagna

Sebbene  figura alquanto nuova nel nostro ordinamento, il mediatore civile sta riscontrando apprezzabili successi; le statistiche dimostrano, infatti, che  un' alta percentuale delle controversie sottoposte a mediazione si sono concluse con un accordo favorevole per entrambe le parti. Ciò lascia ben sperare per il  futuro: ci sarà bisogno di personale specializzato in questo campo, e quindi è opportuno conoscere meglio la figura del mediatore e di ciò che si occupa.

Chi è il mediatore civile.

Il mediatore civile (o mediatore civile e commerciale) è una figura molto simile a quella del giudice di pace, chiamata ad intervenire in caso di controversia giudiziaria tra due parti, per cercare una soluzione che soddisfi le esigenze di entrambe, evitando il ricorso alle decisioni drastiche del giudice a seguito di un processo vero e proprio; tale figura rimane comunque priva di potere decisionale, in quanto le scelte devono essere fatte esclusivamente dalle parti in causa. Il mediatore civile è comunemente chiamato anche “conciliatore”, in quanto la conciliazione è l’obbiettivo della mediazione civile, cioè il raggiunto accordo tra le parti in causa.

Procedura della mediazione civile.

Di solito le parti in causa che vogliono intraprendere una procedura di mediazione civile ne vengono a conoscenza tramite gli avvocati ai quali si sono rivolti per essere assistiti durante il processo.

Per iniziare la procedura di mediazione civile è necessario che una delle parti in causa presenti una domanda, detta appunto domanda di mediazione, in cui compaiano nome e dati anagrafici degli interessati e dei loro avvocati e una breve descrizione della controversia; a seconda dei casi specifici, possono essere necessari dei documenti da inserire nella domanda come allegati.

Se invece entrambe le parti in causa sono d’accordo nel voler tentare la via della mediazione civile, possono presentare una domanda detta di mediazione congiunta, in cui affermano che entrambe sono d’accordo nell’iniziare tale procedimento.

Tali domande vanno presentate presso uno degli Organismi di mediazione accreditati presso il Ministero della Giustizia, scelto liberamente da chi presenta la domanda, senza vincoli di appartenenza territoriale; l’Organismo prescelto affiderà l’incarico ad uno dei suoi mediatori, e procederà con il fissare un primo incontro non oltre 15 giorni dopo la ricezione della domanda.

L’incontro si svolge di solito nelle sedi dell’Organismo stesso, e vi partecipano le parti in causa e il mediatore, ma laddove la presenza fisica di una o tutte le persone coinvolte non sia possibile, l’incontro può avvenire anche in videoconferenza. Nel caso in cui una delle parti non voglia aderire alla procedura di mediazione, è comunque necessario che essa si presenti all’incontro e sottoscriva un verbale in cui afferma di non voler procedere, dando al tentativo di mediazione un esito negativo. Se la procedura di mediazione ha esito favorevole, cioè si riesce a trovare un compromesso, allora si firma un accordo che dovrà essere semplicemente sottoposto a omologazione dal giudice; se invece non si riesce a trovare un accordo il mediatore invia per iscritto alle parti in causa una proposta di conciliazione, contenente una sua proposta di risoluzione della controversia: se le parti accettano si firma l’accordo conclusivo, altrimenti la controversia finirà ugualmente in tribunale e sarà il giudice a stabilire chi avrà ragione e chi torto.

La mediazione civile sotto il profilo giuridico.

La mediazione civile è entrata in vigore con il decreto legislativo n. 28 del 4 marzo 2010, che ha introdotto tale attività per cercare di risolvere i circa 5 milioni e mezzo di cause arretrate nel sistema giurisdizionale italiano: saranno i mediatori civili ad occuparsi della loro risoluzione, piuttosto che i tribunali, e dovranno farlo in un periodo massimo di 4 mesi per causa.

Sempre questo stesso decreto ha introdotto la mediazione civile internazionale, volta a regolare le controversie tra persone fisiche o giuridiche dell’area Schengen, lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia dell’Unione Europea.

Quando la mediazione civile è obbligatoria.

Con il decreto ministeriale n.180 del 18 ottobre 2010 si è intervenuto nuovamente sull'argomento per rendere la mediazione civile obbligatoria con riguardo a determinate materie, di cui diremo dopo; ciò vuol dire che, a partire da tale data, le nuove cause civili devono prima passare dal mediatore civile o dal giudice di pace, e solo se non si riesce a trovare un compromesso si deve passare al processo vero e proprio dinnanzi a un giudice; se invece si trova una soluzione conciliatoria, il giudice deve solo approvare l’accordo redatto dal mediatore contenente le intenzioni delle parti in causa. Tuttavia, come abbiamo accennato, la mediazione civile è stata resa obbligatoria soltanto per le seguenti materie:

  • diritti reali, quindi ad esempio in caso di violazione del diritto di proprietà e di usucapione; successioni ereditarie, quindi violazioni dei diritti alla successione o nel caso venga impugnato il testamento;
  • patti di famiglia, quindi ad esempio in caso di trasferimento della proprietà di un’impresa ad una persona che non sia discendente del proprietario (in ambito di separazione tra coniugi, compito del mediatore familiare è quello di favorire una conciliazione tra i coniugi in crisi, mentre la separazione necessita tassativamente di una sentenza del giudice);
  • locazioni, quindi ad esempio nel caso di sfratti ingiustificati (tra cui quindi non rientra lo sfratto per morosità);
  • accordi di comodato, quindi violazione del contratto che stipula che un determinato oggetto posseduto da una persona è concessa in comodato d’uso;
  • per richieste di  risarcimenti dei danni causati da colpa dei medici o riguardanti la diffamazione a mezzo stampa, ad esempio delle calunnie diffuse attraverso un giornale nei confronti di terzi;
  • e infine in materia di contratti assicurativi, bancari e finanziari, quindi i casi relativi al mancato rispetto di tali contratti.
L’obbligatorietà non è invece ancora attiva per due materie, per le quali la mediazione sarà facoltativa fino al 2012:
  • controversie condominiali;
  • controversie relative a danni provocati dalla circolazione di veicoli e natanti;
  • in linea con l'avviato processo di semplificazione per la soluzione delle vertenze giudiziarie, da parte del legislatore è stato introdotto lo strumento della conciliazione anche in ambito tributario, con riguardo ai provvedimenti che hanno per oggetto controversie con l'Agenzia delle entrate per importi non superiori ai 20mila  euro. La disposizione (art.32 del D.L. n.98 del 2011) entrerà in vigore a far data dal 1°aprile 2012. A partire da tale data, per chi intende presentare ricorso avverso atti delle Agenzie delle Entrate (per importi fino a 20 mila euro) deve obbligatoriamente e preliminarmente presentare ricorso dinanzi alle Direzioni locali (regionali o provinciali) che hanno emesso l'atto, cui è possibile affiancare una proposta di mediazione, con l'indicazione della nuova somma che si ritiene di dover pagare, proposta che può essere accettata, rigettata o modificata con una nuova proposta conciliativa. Lo strumento della mediazione civile nell'ambito tributario non è rimasto immune da critiche da parte dei studiosi del settore, dal momento che nella fattispecie il ruolo del mediatore, figura per definizione estranea ed imparziale, viene sminuito a favore dell'Amministrazione finanziaria che nello stesso contesto assume il ruolo di parte in causa e soggetto giudicante.

Agevolazioni fiscali.

Le agevolazioni fiscali prevedono un credito di 500€ a favore delle parti in causa nel caso che la mediazione vada a buon fine, mentre il credito si dimezza (250€) nel caso non si raggiunga alcun risultato; ciò vuol dire che le parti riceveranno una sorta di “rimborso” sia nel caso in cui la mediazione vada a buon fine sia nel caso che non venga raggiunto alcuno accordo, pari a 500€ nel primo caso e a 250€ nel secondo caso, credito da utilizzare per l'indennità dovuta al mediatore. Inoltre vi è l’esenzione del verbale dall’imposta del registro fino a un valore di 50.000€, cioè fino a questa somma non si paga l’imposta sulla registrazione del verbale.

Come diventare mediatore civile.

Unico requisito per diventare mediatore civile è quello di avere la fedina penale pulita. Per il resto, non esiste nessun titolo specifico. Se si è laureati si convalida la laurea, di qualunque tipo essa sia (anche un medico può diventare mediatore civile) e la si integra solo con un corso di formazione di 50 ore da svolgere presso uno degli Organismi di Mediazione accreditati presso il Ministero della Giustizia; tale corso è a pagamento, e ha un prezzo che parte dai 500€ per arrivare agli oltre 3000€.

Se si è diplomati, serve invece l’iscrizione a un albo professionale, ad esempio l’albo dei geometri o dei ragionieri. Una volta certi di avere tutti i requisiti necessari, bisogna iscriversi nelle liste di un Organismo di Mediazione, che provvederà a chiamare il mediatore civile all’occorrenza, affidandogli di volta in voltale controversie da risolvere; in tal caso ci si può proporre a diversi enti: banche, enti assicurativi, imprese, e così via.

Una volta divenuti mediatori civili, lo si resta a vita, in quanto l’incarico non ha una scadenza.

E’ possibile esercitare la professione di mediatore civile sia a tempo pieno sia occasionalmente: nel primo caso è necessario aprire una partita IVA, in quanto si lavora in proprio,  nel secondo caso non è necessario, in quanto l’attività svolta risulta subordinata ad un ente. Inoltre è possibile effettuare tale professione sia come primo impiego sia come secondo lavoro, in quanto la legge non prevede incompatibilità con altri impieghi, neppure pubblici.

Quanto guadagna un mediatore civile?

Per quanto riguarda i guadagni del mediatore civile, egli avrà diritto ad una retribuzione proporzionale al tipo di lavoro svolto e al valore della controversia in corso: per le cause più semplici, in cui il valore della controversia non superi i 1000€, il mediatore riceverà da entrambe le parti in causa una somma minima di 65€; per le cause più complesse, in cui il valore della controversia può raggiungere i 5 milioni di euro, il mediatore verrà pagato anche fino a 9000€ da ciascun contendente. In ogni caso, coloro che hanno diritto al gratuito patrocinio potranno farne richiesta anche in caso di mediazione, e non versare alcuna indennità.

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