Microchip cani: procedura, costo, normativa e requisiti.


Microchip cani: procedura, costo, normativa e requisiti



    Indice:

  1. Cosa sono i microchip?
  2. Come si impiantano?
  3. Quale procedura seguire?
  4. Microchip e normativa
  5. A che età si impiantano i microchip?
  6. Quanto costa?
  7. A cosa serve?
  8. Requisiti dei proprietari
  9. Requisiti dei cani
  10. I vantaggi del microchip
  11. Gli svantaggi del microchip

 I microchip dei cani sono degli apparecchi “transponder”, detti così perché non hanno energia interna: si impiantano sottocute, in modo indolore, hanno dimensioni ridottissime, sono utili fondamentalmente per l'identificazione univoca dell'animale e del suo proprietario. Divenuti recentemente obbligatori per legge, presentano una lunga serie di vantaggi sia per il cane che per il rispettivo proprietario.

Cosa sono i microchip per cani?

Il microchip è un micro-impianto, della lunghezza di 11 mm e con diametro pari a 2 mm circa, dunque molto piccolo! Il suo funzionamento si basa sulla tecnologia R.F.ID. (Radio Frequency Identification), che consiste nell'identificazione del dispositivo tramite onde a radiofrequenza. Il microchip normalmente è inerte, emana onde che ne segnalano la presenza solo se sollecitate da un apposito lettore, in dotazione al personale veterinario dell' ASL e privato. Tali onde sono di piccola entità, motivo per cui il microchip funziona solo se sollecitato da un lettore posizionato molto vicino. All'interno del dispositivo vi è un chip, capace di trasmettere un codice identificativo di quindici cifre: le prime tre riguardano la casa produttrice, le successive dodici identificano univocamente il singolo animale. Il microchip è contenuto in una capsula realizzata con materiale biocompatibile, che non provoca reazioni di rigetto al cane e non permette la penetrazione interna di liquidi organici.

Come si impiantano i microchip.

I microchip, prima dell'impianto, sono contenuti in appositi aghi iniettori, sterili e monouso, come prevedono le norme vigenti in tema di igiene e sicurezza. Tali aghi si applicano su particolari siringhe. E' possibile eseguire l'impianto del microchip presso le sezioni di medicina veterinaria, del distretto ASL di appartenenza, oppure presso un qualsiasi veterinario, libero professionista di fiducia, in ambulatorio. L'iniezione è rapida e indolore, non richiede interventi di anestesia (a differenza del tatuaggio, il metodo identificativo usato prima dell'introduzione del microchip) e, una volta impiantato, il microchip accompagnerà il cane per tutta la vita.

Nei primi tempi di introduzione di questa tecnica, la consuetudine impose l'impianto del microchip nella sezione del basso collo: oggi, in Europa, è convenzione collocarlo nella parte sinistra del collo, in basso. La capsula è realizzata con una superficie esterna leggermente zigrinata che impedisce lo scivolamento del microchip in altri tessuti: in particolare, la formazione circostante di tessuto connettivo ne impedisce ulteriormente lo spostamento.

Quale procedura seguire per l'impianto?

L'impianto del microchip deve necessariamente seguire l'iscrizione del cane all'anagrafe canina del proprio comune, dove saranno raccolte ulteriori informazioni da affiancare al codice identificativo del chip, relative al proprietario e alla situazione sanitaria dell'animale. In Italia, l'anagrafe canina è stata istituita nel 1991. Il veterinario e l'ASL di competenza (in base a chi esegue l'impianto) hanno l'onere di trasmettere all'anagrafe canina le informazioni e i documenti relativi all'avvenuta identificazione, post impianto.

A tal riguardo, le associazioni cinofile consigliano vivamente ai neo proprietari di cani “microchippati” di recarsi presso l'anagrafe canina per controllare l'avvenuta registrazione del proprio cane, operazione che a volte può sfuggire per inadempienza di chi ha immesso il microchip. Accade infatti di poter smarrire “fido” e di non poter fare una ricerca mirata tra i randagi accolti nei canili, nonostante il microchip, se il cane non è stato effettivamente registrato in anagrafe. Accade anche il contrario: si ritrovano ogni anno numerosi cani smarriti, muniti di microchip, ma con l'impossibilità di identificarli per via della mancata registrazione all'anagrafe canina.

I microchip e la legislazione.

In Italia un'ordinanza del 6 agosto 2008 del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali sancisce l'obbligatorietà della registrazione e dell'identificazione di tutti i cani mediante microchip, anche per quelli di piccola taglia. Per i cani randagi, la responsabilità ricade sui sindaci del territorio di azione.

Purtroppo bisogna sottolineare il fatto che tale ordinanza sia divenuta legge solo in alcune regioni, quali l'Emilia Romagna, la Lombardia, la Toscana, il Lazio e il Veneto. In altre regioni tale obbligatorietà sta subentrando gradualmente, mentre altrove vige ancora l'obbligo del tatuaggio, svantaggioso sia per la bassa durata e leggibilità che per la procedura dolorosa. I viaggiatori devono sapere, inoltre, che alcuni paesi europei impongono l'obbligo del microchip se si vuole portare in viaggio con sé anche il proprio cane.

Il microchip non è obbligatorio solo nel caso in cui l'animale abbia già un tatuaggio, a patto che sia ben leggibile: nel momento in cui anche una sola cifra tatuata risulti di difficile lettura, si deve procedere con l'impianto del microchip.

Quando si impiantano i microchip ai cani?

La normativa prevede che i cani siano “chippati” e registrati fra i trenta giorni e i due mesi di vita. E' possibile impiantare il chip anche successivamente:
  • presso il proprio veterinario, accollandosi così l'onorario del libero professionista (che invece sarebbe semi-convenzionato presso i distretti sanitari);
  • presso le ASL di appartenenza, previo pagamento di una sanzione prevista perl'eventuale superamento dei limiti di età.

In base a questa norma è vietato quindi cedere o vendere cani che non siano identificati e registrati.

Quanto costa impiantare un microchip?

Per l'acquisto dei microchip, generalmente, le ASL richiedono solo una compartecipazione al costo effettivo dell'apparecchio. Si tratta di costi molto bassi, pensati per favorire la registrazione a tappeto degli animali ed evitare fenomeni quali il randagismo e l'abbandono. Sono previsti prezzi differenti per cani singoli o per cani appartenenti ad una cucciolata, in questo caso agevolati. A questa spesa bisogna aggiungere eventuali richieste di compartecipazione alle spese (decise autonomamente dai vari distretti sanitari) o la parcella del veterinario se per l'impianto ci si avvale di quest'ultimo.

Alcune associazioni per la tutela degli animali propongono occasionalmente campagne di sensibilizzazione sull'argomento e promuovono la gratuità dell'impianto.

A che serve il microchip per cani?

Impiantare il microchip al proprio amico a quattro zampe ha delle finalità molto importanti, utili sia per il bene del cane che del proprietario. Vediamo di seguito quali sono le utilità di questo sistema.

In caso di smarrimento.

In caso di smarrimento, se il cane ha il microchip ed è correttamente registrato presso un'anagrafe canina, analizzando con il lettore il suo codice identificativo, è possibile risalire alle generalità del suo proprietario in qualsiasi momento. In caso di smarrimento, il proprietario è tenuto a comunicare l'evento all'anagrafe canina.

Come deterrente per i furti.

Il cane con microchip è identificabile con precisione, dunque difficile da rubare e rivendere. In caso di furto, il proprietario del cane deve presentare regolare denuncia alle forze dell'ordine: nel caso di ritrovamento di un cane dotato di microchip, il padrone che ha omesso di denunciare il furto o la scomparsa incorre nelle sanzioni previste per abbandono di animali.

Uno strumento contro il randagismo.

I proprietari che volessero abbandonare il proprio cane, in caso di ritrovamento, incorrerebbero in sanzioni molto pesanti per abbandono di animali. Nel caso in cui si voglia vendere o cedere un cane (assolutamente vietato se non ha il microchip), bisogna recarsi presso l'anagrafe canina e comunicarne la cessione.

Requisiti per i proprietari.

I padroni dei cani devono possedere dei requisiti specifici per potersi intestare il microchip di “fido”: devono essere maggiorenni e residenti nella regione di competenza del veterinario o dell'ASL presso la quale si procede con l'impianto.

Requisiti per gli amici a quattro zampe.

I cuccioli:
  • non devono aver superato i due mesi di età (altrimenti si incorre nel pagamento di sanzioni);
  • non avere sottocute altri microchip;
  • non presentare un tatuaggio identificativo ancora ben leggibile.

I numerosi vantaggi del microchip.

Oltre a quelli di cui abbiamo già parlato, un primissimo vantaggio del microchip è quello di aver sostituito la dolorosa ed invasiva tecnica del tatuaggio.

In passato i cani erano individuati con un tatuaggio costituito da un codice personalizzato, realizzato nella parte addominale, alla base delle zampe. I tatuaggi richiedevano interventi di sedazione (con i rischi che ne derivavano) e per questo non erano praticabili su cani molto anziani e/o con problemi fisici. In caso di animali a pelo lungo e semi-lungo, essi risultavano di difficile lettura e soprattutto soggetti a rapidi processi di sbiadimento. Questa tecnica, inoltre, si basava su codici differenti da regione a regione, dunque la codifica non era universale (o perlomeno univoca su territorio nazionale).

I microchip, invece:

  • hanno una codifica valida su tutto il territorio;
  • non sono dannosi per gli animali perché indolori e anallergici;
  • accompagnano il cane per tutta la vita perché non si scaricano;
  • permettono l'identificazione del cane in modo semplice e rapido.

I pochi svantaggi dei microchip.

Gli svantaggi dei microchip, in realtà, non derivano dalla struttura in sé degli apparecchi, ma da eventuali inadempienze degli uomini.

Nonostante vi sia una convenzione internazionale che definisce la posizione esatta in cui collocare il microchip e reperirlo così facilmente sottocute, veterinari inesperti possono collocarli altrove, a volte anche in zone molto lontane dalla parte sinistra del basso collo (ad es. vicino le zampe). La difficoltà subentra nel momento in cui si deve ricercare la posizione precisa del microchip per la lettura del codice. Le onde emanate dai chip, infatti, sono poco intense ed è necessario che il lettore sia posto molto vicino: può succedere quindi che, specie in cani di grossa taglia, se il chip è collocato altrove e non è rintracciabile sottocute, il lettore può non riuscire a leggerlo.

Il microchip inoltre può spostarsi anche per la debolezza dei tessuti connettivi circostanti, oppure può essere rimosso da chi non vuole che il proprio cane sia identificabile, per fini quasi sempre illeciti.

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