Sgravio cartella esattoriale.


Sgravio cartella esattoriale



Lo sgravio della cartella esattoriale è il provvedimento emanato dall’Ente impositore, di propria iniziativa o su richiesta del contribuente, che annulla l’ordine di riscossione della somma iscritta a ruolo e non dovuta.

Cartella esattoriale cos’è, a cosa si riferisce

E’ un documento col quale l’Ente impositore (Ufficio delle entrate, INPS, Enti territoriali, ecc) direttamente o tramite un intermediario (Agente per la riscossione) iscrive a ruolo una certa somma di cui ne chiede il pagamento, per le motivazioni e nei modi e termini indicati nella cartella.

Di solito la richiesta si riferisce al mancato pagamento di tasse, multe, sanzioni, ecc. (ICI, IVA, IRAP; IRPEF, imposte sulle successioni e donazione, imposte catastali e ipotecarie, sanzioni per infrazioni al codice della strada, canone RAI, interessi e penali per pagamenti eseguiti in ritardo). All’interno della cartella sono riportate tutte le informazioni necessarie per il pagamento, che può essere per intero o a rate, ovvero: quanto pagare, dove e a chi. Solitamente il pagamento si effettua in banca o alla posta mediante i modelli RAV, oppure via internet sul sito taxtel.

Cartella esattoriale: cosa fare per somme non dovute

Il contribuente che si vede recapitare una cartella esattoriale contenente la richiesta di pagamento di somme non dovute, vuoi perché già pagate, vuoi perché errate e infondate, si deve rivolgere all’Ente creditore e chiedere lo sgravio, ossia il provvedimento che annulli l’ordine di riscossione.

Richiesta di autotutela – Ricorso

Il contribuente ha due possibilità, anche se l’una non esclude l’altra: avvalersi dell’istituto dell’autotutela, in base al quale presentare all’Ente creditore, anche a mezzo raccomandata AR, domanda in carta semplice con la quale segnala la cartella incriminata ed i motivi per i quali ne chiede l’annullamento, allegando idonea documentazione a conferma di quando sostiene, o presentare ricorso all’autorità giudiziari competente (Giudice di pace, Giudice ordinario, Commissione tributaria, ecc).

La richiesta di autotutela va avanzata entro 30 giorni dalla notifica della richiesta di pagamento (notifica della cartella esattoriale), mentre il ricorso va presentato entro 60 giorni dalla notifica.

Poiché la richiesta di autotutela non sospende la esecutività dell’atto e non è detto che abbia risposta o quantomeno che l’abbia prima che decorrono i termini di prescrizione per il ricorso, dopo la presentazione della richiesta di autotutela, e comunque prima che decorrono i termini di prescrizione, è opportuno presentare anche il ricorso. Tanto per non incorrere in procedure esecutive come il fermo amministrativo, il pignoramento dei beni mobili, per arrivare all’ipoteca sugli immobili, se la somma messa a ruolo, supera un certo importo.

Come si richiede lo sgravio all’Ente creditore

  • Con la presentazione della richiesta di autotutela, in genere in presenza di errori palesi. In questo caso l’Ente creditore riconosce l’errore e procede allo sgravio della cartella, totale o parziale, informandone l’Agente interessato della riscossione. In questo modo si evitano contenziosi inutili, dispendiosi sia per l’Amministrazione che per il contribuente. In mancanza di accoglimento della richiesta di autotutela o di accoglimento parziale, il ricorrente (contribuente) può presentare ricorso all’autorità giudiziaria competente (Giudice di pace, Commissione tributaria, ecc), sempre nel rispetto dei termini di prescrizione, che per l’Equitalia sono di 60 giorni.
  • Con la presentazione della sentenza favorevole emanata dall’autorità giudiziaria competente, a seguito dell’esame del ricorso presentato dal contribuente. Sentenza che dispone l’annullamento dell’ordine di riscossione e lo sgravio, da eseguire a cura dell’Ente creditore. Contro l’Ente creditore inadempiente, il contribuente può intraprendere il “giudizio di ottemperanza”.
  • Da parte degli eredi in presenza di decesso del debitore avvenuto prima dell’iscrizione a ruolo, a patto che da parte degli eredi sia intervenuta la rinuncia all’eredita o l’ accettazione col beneficio dell’inventario.
  • Cartella esattoriale: Rimborsi

    Da parte del contribuente, si ha diritto a rimborso quando ha versato erroneamente più del dovuto, o a seguito di provvedimento di sgravio per somme pagate ma non dovute. Nel primo caso, per importi superiore ai 50 euro, è a cura dell’Ente interessato della riscossione notificare al contribuente una comunicazione di rimborso, mettendo a disposizione del contribuente la somma versata in più, indicando il termine entro il quale la stessa dovrà essere ritirata e dove. Trascorso tale termine, il contribuente dovrà rivolgersi direttamente all’Ente impositore. Anche in presenza di sgravio, in genere l’Ente creditore interessa l’Agente della riscossione per il rimborso, che informa il contribuente indicando termini e modalità di rimborso (allo sportello, con accredito sul conto corrente, ecc).

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