Smettere di allattare.


Smettere di allattare

Lo smettere di allattare è un processo che, se compiuto nel modo sbagliato, può avere delle ripercussioni sulla salute psicologica di mamma e bambino.

L’allattamento è infatti un legame profondo e reciproco che si instaura tra i due, che provoca sensazioni che può comprendere a pieno solo che è mamma. Il bambino non ricorda consciamente il periodo dell’allattamento, ma nel suo cuore, attraverso l’allattamento, nasce un sentimento per la madre che con la crescita si trasforma in profonda fiducia nei confronti della genitrice.

Va de se quindi, che la terminazione di tale rapporto d’amore deve essere effettuata con le maggiori attenzioni possibili, con garbo e pazienza ma anche con tenacia, poiché una volta che si decide di smettere di allattare, per il bene sia del bimbo che della mamma, la decisione dev’essere definitiva.

Nonostante tutto comunque, se la fine dell’allattamento è fatta con criterio, può apportare dei benefici al bimbo, in quanto rappresenta un forte momento di crescita, e consente a madre e infante di creare un nuovo rapporto, più maturo ma non meno profondo, dato che l’allattamento ha già gettato delle solide basi su cui poi costruire il futuro dei due.

Andiamo quindi a vedere un po’ più nel dettaglio quali sono i metodi migliori per smettere di allattare; in particolare analizzeremo tre aspetti fondamentali di tale processo: il perché, il quando, il come.

Perché smettere di allattare?

Il motivo per cui decidete di smettere di allattare è la cosa fondamentale.

Deve essere qualcosa che sentite dentro e che sapete essere giusto. Qualsiasi sia la motivazione che vi spinge a voler concludere l’allattamento, ricordatevi di essere ferme nel vostro intento: quando smettete di allattare il vostro pargolo che sia per sempre, altrimenti rischiate di iniziare un tira e molla svilente per voi e destabilizzante per il bimbo.

  • Se i motivi sono attinenti alla vostra situazione lavorativa è importante non lasciarsi sopraffare dai sensi di colpa. Il bimbo come ben sapete è un radar emozionale che percepisce e assorbe ogni vostro stato d’animo; quindi non criticatevi se siete costrette a smettere di dargli il seno per tornare a lavoro, e non pensate di essere delle cattive mamme che non mettono i loro cuccioli al primo posto; in fondo il motivo principale per cui lavorate è garantirgli un futuro.
  • Se invece volete smettere di allattare perché siete stanche, pensate che il pupo sia grande, o semplicemente perché non ce la fate, allora non corrucciatevi troppo perché la decisione è quella giusta. Un bimbo è felice quando la madre è felice. Quindi con pazienza e costanza staccate gradatamente il bimbo dal seno e gradualmente troverete un nuovo equilibrio che sostituisca quello dell’allattamento. Potete inoltre provare a farlo capire al vostro bimbo, se ha un età in cui già comprende il linguaggio verbale. La cosa più importante non è dargli il seno, ma serenità. Lui capirà e accetterà il cambiamento perché constaterà che la fine dell’allattamento non ha distrutto il legame che aveva con voi, ma ne ha solo creato uno differente.
  • Se invece i motivi che vi spingono a smettere sono dovuti a pressioni esterne, di parenti, o amici o addirittura convenzioni sociali (ad esempio il vostro bimbo è troppo grande, non è più il caso di allattarlo, specie in pubblico etc. etc.), allora dovrete riflettere molto sulla scelta che state facendo poiché probabilmente non è quella giusta; come è già stato ribadito, la decisione di smettere di allattare deve partire da voi, quindi per il bene del bambino, e soprattutto per il vostro bene, non lasciatevi condizionare dagli altri.

Quando smettere di allattare?

Non esiste un periodo preciso per smettere di allattare, semmai ne esiste uno prima del quale è assolutamente sconsigliato smettere, a meno il vostro latte non sia più abbastanza nutriente per i bisogni del vostro bimbo. Quindi, salvo eventuali complicazioni, date il seno almeno fino al primo anno di vita. Dopo tale periodo il seno è per il bimbo più un’abitudine che una vera e propria necessità; quante di voi infatti lo danno solo per far addormentare il bimbo?

Quindi in sostanza il momento migliore è quello che voi reputate più opportuno in base alle vostre esigenze e al vostro stato d’animo.

Se siete fortunate comunque, ci sono bimbi che verso i 20 mesi decidono da soli di non attaccarsi più. In caso contrario, e sempre se ve la sentite, potete benissimo allattare l’infante fino all’inizio della scuola materna.

L’unica cosa veramente importante, ricordatevelo sempre, non è il momento temporale, ma quello psicologico.

Come smettere di allattare?

Esistono svariati metodi pratici per non far più attaccare il bambino al seno, di seguito ne illustriamo alcuni, anche se bisogna precisare che sono traumatici per il bimbo, quindi sono consigliati solo a quelle mamme che le hanno provate tutte, dalla persuasione al diniego, e non hanno ottenuto risultati:

  • Provate a passare sul capezzolo una fetta di limone prima di far attaccare il bimbo. Il sapore acido dell’agrume darà fastidio al bebè, che lo assocerà al seno e quindi non vorrà più attaccarsi.
  • Se con il limone non funzionasse, provate a passare sul capezzolo uno spicchio d’aglio; anche questo sapore, e soprattutto l’odore, disturberanno il piccolo. Provate più di una volta se necessario.
  • Il discorso di aglio e limone è valido anche per il mercurio-cromo, il cui colore rosso non invoglia i bimbi. Questo metodo però può essere sperimentato solo con bambini già grandicelli, a partire dai due anni quasi.
  • Potete provare anche con l’aloe vera, sostanza molto amara che di certo disgusterà il bimbo.

Tutti gli stratagemmi sopra elencati comunque non sono il metodo migliore. Quello invece più valido è il distacco graduale:

  • Se lo allattate sempre al seno, cominciate a intervallarlo con il biberon, sostituendo del tutto ma gradatamente al seno nel giro di due tre settimane.
  • Se invece è solo per farlo addormentare, la questione è un attimino più controversa. Se il vostro bimbo è già grande provate a spiegargli la situazione, stando bene attente a sottolineare il bene che comunque gli volete, e iniziate casomai a non farlo addormentare più col seno, ma col biberon, sempre dato da voi. In questo modo, il bambino vedrà che il rituale della nanna con la mamma non sarà scomparso e, traendo sicurezza da ciò, potrebbe superare brillantemente il distacco dal seno.
  • Se allattate sia per addormentare che per calmare invece potete iniziare eliminando il seno per una delle due ragioni, e mantenendolo per l’altra all’inizio fino a non darlo più del tutto.
  • Nel caso in cui diate il seno  per calmare, far smettere di piangere, far riaddormentare la notte, dovete smettere di allattare punto e basta.

Purtroppo è dura, sia per la madre che per il bimbo, ma non è possibile dare il seno un pianto si uno no, poiché il piccolo non capirebbe che è un distacco graduale, ma penserebbe solo a una scelta deliberata della madre su quando accontentarlo o meno, il che lo destabilizzerebbe.

E’ naturale che il bimbo i primi tempi piangerà e si dispererà, ma cercate di farlo calmare in altri modi, ad esempio cullandolo in braccio o dandogli il biberon. L’importante è che non torniate sui vostri passi spinte dai sensi di colpa per gli urli del bambino, poiché potreste fare più danni che altro. Come già detto intermittenza tra smettere di allattare e ricominciare di nuovo è solo motivo di nevrosi e per la mamma e per il bimbo.

Consigli utili:

  • Non c’è miglior consiglio da darvi se non quello di seguire il vostro istinto sempre e comunque; una madre sa cosa è bene per il proprio figlio, quindi siate serene e vedrete che la scelta giusta arriverà.
  • In ogni caso prima di smettere di allattare parlatene con il vostro dottore e con il pediatra, per avere consigli pratici e supporto.
  • Quando smettete di allattare definitivamente, al vostro corpo occorre comunque un certo periodo di tempo per terminare la produzione di latte, periodo in cui il seno potrebbe dolervi per l’abbondanza di liquido.
  • Tirate quindi il siero con una tiralatte per alleviare il fastidio e, quando il vostro bimbo avrà smesso del tutto di succhiare, decidete assieme al medico se è il caso o meno di assumere un medicinale che induca lo stop alla produzione di latte.
  • Infine ricordatevi di essere ferme nella vostra decisione e sopportate con stoicismo eventuali pianti del bimbo. Il trauma del distacco dal seno può durare anche due settimane, ma ricordatevi che lo state facendo anche per lui.

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