Allattamento artificiale: guida al latte in polvere per neonati.


Allattamento artificiale: guida al latte in polvere per neonati



    Indice:

  1. L’allattamento
  2. Preparazione del latte artificiale
  3. Conservazione del latte artificiale
  4. Pro e contro dell’allattamento artificiale

L’allattamento artificiale è un valido sostituto dell’allattamento al seno dal punto di vista nutrizionale, quando vi sono cause fisiche o farmacologiche che impediscono alla madre di allattare naturalmente. Sciogliamo i dubbi delle neo mamme riguardo questa pratica che a volte risulta essere necessaria, e consigliamo loro dosi e tipi di latte per garantire comunque al proprio bambino il nutrimento necessario. Per l’allattamento artificiale sono disponibili sul mercato diversi tipi di latte, in polvere o liquido, adatti per i primi mesi di vita del bambino, durante lo svezzamento, e anche per quei bambini che soffrono di intolleranze al lattosio o che presentano particolari patologie, come rigurgiti o problemi intestinali.

Nella preparazione del latte artificiale sono importanti sia la qualità dell’acqua, che deve essere povera di minerali, sia la sterilizzazione di biberon e tettarella, per evitare contaminazioni batteriche. I biberon vanno preparati riscaldando l’acqua in cui va sciolta poi la polvere, e bisogna fare attenzione che la tettarella lasci uscire il latte goccia a goccia. La quantità di latte e la frequenza delle poppate dipende dal peso e dall’età del bambino ed è bene che il momento della poppata sia rilassante. Il latte può essere preparato in anticipo e conservato con particolari accorgimenti, gli stessi accorgimenti servono quando si prevede di uscire di casa e si deve portare con se il latte.

Funzione dell’allattamento.

L’allattamento è il periodo che segue una gravidanza e che consiste nel nutrire il neonato appena venuto al mondo soltanto con il latte per un periodo di minimo sei mesi, cui seguirà il periodo dello svezzamento quando il neonato oltre al latte inizierà ad introdurre gli alimenti previsti dalla sua dieta. Il metodo naturale secondo cui dovrebbe avvenire l’allattamento è al seno, in quanto il latte materno contiene tutti i nutrienti necessari per il corretto sviluppo del bambino e inoltre è utilissimo per la salute del neonato in quanto consente un migliore sviluppo del sistema immunitario. Tuttavia non sempre è possibile allattare al seno e si deve ricorrere all’allattamento artificiale. Vediamo perché.

Allattamento artificiale: perché?

La neo mamma può scegliere se allattare al seno o no (anche se sarebbe sempre consigliabile farlo) ma potrebbe anche essere costretta a non allattare. Le cause per cui si allatta un bambino artificialmente e non al seno possono essere molte. La madre può sentirsi non adeguata ad allattare al seno per una sua problematica personale di tipo psicologico oppure la quantità di latte che produce è scarsa e non è sufficiente a soddisfare il bambino. Questo dipende da diversi fattori la cui origine non è ben nota. Vi sono anche delle controindicazioni fisiche ad allattare al seno come l’essere affette da HIV, poiché il virus potrebbe essere trasmesso al neonato, essere affette da cancro al seno o da altre patologie che richiedono l’utilizzo costante di medicinali che passerebbero al neonato attraverso il latte, essere in presenza di un allattamento doloroso. Un’altra ragione per preferire l’allattamento artificiale potrebbe essere la presenza di neonati prematuri, il cui riflesso di suzione è debole, per cui diventa preferibile allattarli artificialmente. Anche la necessità di tornare al lavoro e quindi l’assentarsi per lunghi periodi da casa e dal proprio bambino potrebbe essere un motivo di scelta dell’allattamento artificiale. E’ preferibile che l’allattamento artificiale non inizi da subito ma che avvenga verso le terza-quarta settimana di vita del bambino, per fare in modo che il neonato si abitui gradualmente alla suzione con il biberon che risulta molto diversa da quella al seno, per la conformazione diversa tra la tettarella del biberon e il seno della madre.

Varietà di latte a confronto.

Per allattare il neonato artificialmente esistono diversi tipi di latte, sia artificiale che naturale, ognuno con caratteristiche diverse che vanno utilizzati in base alle specifiche esigenze. Il latte artificiale rientra comunque tra i derivati del latte di mucca che vengono integrati e trasformati per renderli più uguali al latte materno; da evitare sempre, sotto i 12 mesi, il latte di latteria, che non risponde ai bisogni nutrizionali dei neonati. Il latte artificiale contiene tutti i nutrienti del latte materno, ad eccezione degli anticorpi. Tra le varietà di latte naturale abbiamo il latte vaccino intero e quello parzialmente scremato, che però non sono indicati nei primi mesi di vita del neonato in quanto se vediamo le tabelle nutrizionali appare evidente che questo tipo di latte è privo di alcuni nutrienti fondamentali, come il ferro, necessario invece per il corretto sviluppo del neonato, ed è ricco in grassi, che possono favorire lo sviluppo di obesità infantile. Il latte che si utilizza di solito è quindi un latte artificiale chiamato latte formulato. Si trova sotto forma di polvere o liquido ed ha una composizione simile a quella del latte materno. Vi sono diversi tipi di latte formulato:

  • Latte adattato. E’ il latte più simile per composizione a quello materno tanto da essere la prima scelta come alimento sostitutivo. Contiene carboidrati simili a quelli del latte materno, come il lattosio, e altri tipi di carboidrati come maltodestrina e glucosio. E’ indicato per i primi mesi di allattamento, quindi per 4 – 6 mesi circa. Può essere sia in polvere, al quale va quindi addizionata dell’acqua, o liquido, già pronto per l’utilizzo, ma con un costo maggiore. Il latte adattato è arricchito con vitamine, come la vitamina D, sali minerali, e risulta molto digeribile.
  • Latte di proseguimento. Il latte di proseguimento è quello che si somministra dopo i 6 mesi di vita e contiene una maggiore quantità di proteine, carboidrati e vitamine con l’aggiunta di ferro.
  • Latte di crescita. Questo latte si somministra dopo i 12 mesi, è a base di latte vaccino arricchito con vitamine e minerali e contiene spesso dei correttori del sapore che gli danno aromi particolari, per esempio tipo vaniglia.
  • Latte di soia. Il latte di soia può essere utilizzato in caso si segua la filosofia di vita vegana o in caso di intolleranza al lattosio da parte del neonato. E’ formato per il 90% da proteine purificate della soia, ricavate dai semi della stessa. E’ un tipo di latte che viene integrato con alcuni aminoacidi come la metionina, in quanto le proteine della soia ne sono carenti, con vitamine e con minerali come ferro, rame e zinco. L’integrazione di questi minerali è necessaria poiché nella soia è presente l’acido fitico, una sostanza che ostacola l’assorbimento intestinale di questi minerali per cui il bambino potrebbe andare incontro a carenze. Nonostante l’apporto nutritivo che fornisce è analogo agli altri tipi di latte: non è indicato per i neonati prematuri, e non si hanno benefici in caso di rigurgiti o coliche. E’ indicato invece quando bisogna diminuire la quota di lattosio nell’alimentazione per un certo periodo di tempo, quindi per esempio in quei casi di diarrea acuta.
  • Latte ipoallergenico. E’ un tipo di latte in cui le proteine del latte vaccino vengono frammentate di modo che perdano la capacità di produrre intolleranze al lattosio. Si utilizzano quando in famiglia vi è un alto tasso di soggetti allergici o intolleranti al lattosio.
  • Latte AR. E’ un tipo di latte impiegato per il trattamento di patologie tipiche del neonato come il reflusso gastro esofageo e il rigurgito. Sono patologie caratteristiche che scompaiono entro il primo anno di vita, ma per alleviare il problema esistono delle varietà di latte addizionate con agenti addensanti come amido o farina di carruba di modo che il latte abbia nello stomaco una maggiore densità, da rendere difficile il rigurgito.

E’ importante che la scelta del latte venga fatta dal pediatra in base alle specifiche esigenze.

Varietà di acqua a confronto.

La scelta dell’acqua per il latte in polvere è importante quanto quella del latte. L’acqua minerale è presente sul mercato in quattro tipologie diverse, in base alla quantità di minerali disciolti che è indicata dal termine residuo fisso. Un residuo fisso inferiore a 50 mg/l indica che l’acqua è povera di minerali, un residuo fisso superiore a 1500 mg/l indica che l’acqua è ricca di minerali, un residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/l o tra 500 e 1500 mg/l indica acque oligominerali mediamente mineralizzate.

Il neonato nei primi mesi di vita ha bisogno di un’acqua minerale che contenga una quantità minima di minerali in quanto il latte in polvere è già addizionato con la quantità corretta di minerali. Se si utilizza un’acqua troppo ricca in minerali si rischia un accumulo di minerali dannoso per i reni del neonato, che non sono ancora maturi per sopportare un carico eccessivo da smaltire. E’ preferibile scegliere un’acqua il cui residuo fisso sia basso (intorno a 50 – 100 mg/l) o comunque sempre inferiore a 140 mg/l.

Come preparare il latte artificiale.

Vediamo adesso come fare praticamente a preparare il latte artificiale e le informazioni su come somministrarlo al nostro bambino, e vediamo anche quali sono le posizioni migliori per allattarlo, i consigli pratici se si è fuori casa e le precauzioni da adottare.

Cosa serve per preparare il latte artificiale?

Prima di iniziare ad allattare il nostro bambino è bene capire cosa ci occorre per l’allattamento artificiale. La prima cosa è il biberon, ed è meglio averne almeno 3 - 4, considerato che un neonato nei primi mesi di vita, mangia 6 – 7 volte al giorno. Di fondamentale importanza è la scelta della tettarella; deve essere tale che il latte fuoriesca non con un getto continuo ma goccia a goccia, come se fosse il seno materno. Per i primi sei mesi, è bene scegliere una tettarella che sia il più possibile fedele riproduzione del capezzolo del seno materno, di modo che il bambino possa succhiare con maggiore facilità; per i mesi successivi optare per una tettarella che assicura una maggiore fuoriuscita di latte e che consente di aggiungere i biscotti o altri alimenti necessari per preparare il bambino allo svezzamento.

I biberon vanno sterilizzati per cui è importante dotarsi di sterilizzatore per evitare i rischi relativi a contaminazioni batteriche grazie all’effetto distruttivo che il calore esercita sui batteri. Abbiamo due tipi di sterilizzatore, uno a vapore, formato da un contenitore dentro il quale si mettono i biberon e l’acqua, questa evaporerà creando una nube di vapore che sterilizzerà il tutto, e uno per il microonde, formato da un contenitore in cui inserire i biberon che andrà poi inserito nel microonde. Esistono anche sterilizzatori a freddo che sfruttano sostanze battericide, comodi quando ci si trova fuori casa, ma sono molto costosi e lasciano odori sgradevoli sul biberon. Esistono, infine, sterilizzatori a raggi UV, che per lo scopo utilizzano i raggi ultravioletti. Più comunemente e in maniera tradizionale, la sterilizzazione viene effettuata:

  • a caldo facendo bollire biberon e tettarella in una pentola con acqua per una ventina di minuti;
  • a freddo immergendo tettarella e biberon per un'ora e mazza in una vaschetta con lo specifico liquido sterilizzante.

Gli oggetti sterilizzati devono essere estratti con pinze igieniche o mani lavate con cura, ma soprattutto non vanno in alcun modo risciacquati, ma solamente lasciati scolare.

Modalità di preparazione del latte artificiale.

Per preparare il biberon con il latte in polvere bisogna prima di tutto sterilizzarlo, compresa la tettarella. Si aggiunge poi la quantità di acqua tiepida e successivamente si unisce con il misurino il latte in polvere, nel rispetto delle dosi riportate sulla confezione. Il misurino deve essere pieno ma la polvere non deve essere compressa, di solito si aggiunge un misurino pieno ma raso di polvere ogni 30 ml di acqua. Inseriti acqua e polvere, il biberon va tappato e agitato per una decina di secondo finchè si vede che tutti i grumi risultano sciolti. Successivamente il biberon va scaldato a bagnomaria o nel microonde; in questo secondo caso è bene tener presente che il riscaldamento a microonde fa si che si abbia una temperatura più elevata nella parte superiore del biberon e meno elevata nella parte inferiore. Per ovviare a questo inconveniente si consiglia di mettere il biberon senza tappo all’interno del microonde e appena uscita dal forno chiuderla e capovolgerla per una decina di volte per distribuire uniformemente il calore. Prima di dare il biberon al bambino controllare che il latte fuoriesca goccia a goccia e controllarne la temperatura facendone cadere qualche goccia sul dorso della mano.

Quantità di latte e frequenza delle poppate.

La quantità di latte da somministrare al neonato dipende dall’età del neonato in relazione alla frequenza dei pasti e al tipo di allattamento, se esclusivamente artificiale o se misto tra naturale e artificiale. I valori che riportiamo sono indicativi e riguardano la media poiché poi per ogni singolo caso bisogna seguire le indicazioni del proprio pediatra, in base al peso e alle esigenze specifiche del bambino.

Per l’allattamento esclusivamente artificiale abbiamo:

  • Per i primi 15 – 25 giorni le poppate devono essere 6 al giorno e la quantità di latte compresa tra 80 e 110 ml per pasto.
  • Tra 1 mese e 45 giorni la quantità di latte viene aumentata ed è compresa tra 110 e 130 ml mentre le poppate sono sempre 6.
  • Intorno ai 2 mesi, 2 mesi e mezzo, e fino ai 3 mesi le poppate vengono ridotte a 5 e la quantità di latte è compresa tra 140 e 180 ml.
  • Quando il neonato ha tra i 4 e 5 mesi le poppate si riducono a 4 al giorno, ci si prepara quindi ad introdurre altri alimenti nella dieta del bambino, e la quantità di latte è compresa tra 200 e 230 ml.

Al contrario del latte materno quello artificiale è costituito da componenti diversi che restano costanti durante la poppata e rendono al neonato difficile regolarsi da solo, come invece riesce a fare con il latte della madre, ciò potrebbe portare ad una sovralimentazione. Per questa ragione soprattutto nei primi mesi è d’obbligo tenere sotto controllo l’aumento di peso del neonato, verificando che sia regolare, ovvero nei primi 3 mesi di circa 150-200 g ogni settimana e 100-150g a settimana nei seguenti 4 mesi.

Se il bambino invece viene allattato con latte misto, materno e artificiale, abbiamo una quantità di latte che varia in base al peso del bambino, più precisamente:

  • Se il peso del bambino è intorno ai 3,5 – 4 kg, la quantità di latte giornaliera da assumere è di circa 600 – 700 ml, da suddividere in 6 poppate da 100 – 120 ml.
  • Se il bambino pesa intorno ai 4,5 – 5 kg la quantità di latte è di 700 – 800 ml al giorno, suddivisi in 5 – 6 poppate da 120 – 150 ml l’una.

In questo caso il problema che si pone è che non si sa quale sia la quantità effettiva di latte assunta tramite l’allattamento al seno, poiché la quantità di latte prodotta dalla madre è stimolata dalla suzione del bambino per cui se si fa un allattamento alternato il bambino potrebbe non assumere con le poppate al seno la quantità di latte sufficiente al proprio fabbisogno. La frequenza delle poppate viene di solito concordata insieme al pediatra in base alle esigenze del singolo bambino. Di solito si preferisce avere degli orari stabiliti per allattare che però sono più una comodità della madre piuttosto che del bambino. La soluzione migliore sarebbe quella di assecondare le richieste del bambino e il suo appetito anche se questo significa alzarsi frequentemente di notte. Si può tentare comunque di stabilire degli orari di allattamento ma di solito non si riesce quasi mai a rispettarli, perché in genere il bambino richiede di essere allattato con una maggiore frequenza.

Come tenere il bambino durante l’allattamento artificiale.

Il momento della poppata deve essere un momento rilassante e piacevole per il neonato per cui vi sono alcune posizioni consigliate per allattare artificialmente il bambino. Per dare maggiore stabilità al bambino mentre lo si allatta è preferibile mettere un cuscino sotto il braccio con il quale si tiene il bambino, e si consiglia anche di tenere il neonato in posizione semi – eretta appoggiato nell’incavo del braccio per garantire il contatto visivo tra la mamma e il neonato. Il biberon va inclinato facendo in modo che la tettarella rimanga costantemente piena di latte in modo che il bambino non introduca aria nello stomaco, che potrebbe dare luogo a fastidiose coliche intestinali e aerofagia. Quando il bambino fa una pausa dalla suzione, metterlo in posizione verticale appoggiato sulla spalla e dare qualche colpetto sulla schiena del bambino per fare in modo che faccia il ruttino, cioè che emetta all’esterno l’aria che si forma nello stomaco e si riducano quindi sia le coliche che il rigurgito. Questa operazione va ripetuta due volte per ogni pasto, aumentando il numero dei ruttini se il bambino soffre di frequenti rigurgiti. La poppata deve durare circa 20 minuti, durante i quali si consiglia di parlare al bambino e sorridere in modo da rilassarlo. Ricapitolando, al momento della poppata:

  • il braccio al quale il neonato si appoggia va sostenuto con un cuscino;
  • il neonato deve essere semiseduto all’interno dell’incavo del braccio;
  • il biberon va dato mantenendolo inclinato per far sì che la tettarella ed il collo del biberon abbiano sempre latte a sufficienza in modo da non far succhiare aria al bimbo;
  • buttare il latte rimanente e lavare e sterilizzare dopo ogni poppata biberon e tettarella.

Consigli per la conservazione del latte.

Vediamo adesso alcuni consigli pratici relativi alle precauzioni da adottare per la conservazione del latte e per quando ci si trova fuori casa.

Come conservare il latte in maniera corretta.

La preparazione del latte dovrebbe avvenire di poppata in poppata. Tuttavia, se lo si vuole preparare in anticipo rispetto a quando verrà utilizzato, è possibile consumarlo entro le 24 ore successive alla preparazione conservandolo in frigorifero. Se invece è avanzato del latte dalla poppata è meglio non conservarlo in quanto vengono meno le condizioni igieniche ottimali e possono verificarsi contaminazioni batteriche. Il latte liquido, una volta aperto, va consumato entro due giorni, mentre per il latte in polvere è bene consumarlo entro una quindicina di giorni dall’apertura della scataola.

Come conservare il latte fuori casa.

L’allattamento artificiale può essere effettuato anche fuori casa tramite piccoli accorgimenti. La prima cosa da fare è acquistare uno scalda biberon elettrico, che può essere attivato mediante qualsiasi presa elettrica, e che di solito è dotato anche di presa elettrica adattabile all’automobile. Si può anche acquistare un contenitore termico per biberon che consentono di mantenere la temperatura del biberon per un paio d’ore. A tal proposito è bene ricordare che per quanto riguarda il latte in polvere la preparazione va fatta sul momento per cui è possibile portare da casa il biberon contenente l’acqua, scaldarla, e al momento opportuno aggiungere la polvere, opportunamente messa in un dosatore per evitare di portare in giro l’intera scatola del latte in polvere. Può risultare utile utilizzare il latte liquido piuttosto che il latte in polvere se si prevede di doversi spostare da casa in quanto essendo già pronto è più facile da preparare e somministrare: basta riscaldarlo.

Pro e contro dell’allattamento artificiale.

L’allattamento artificiale ha dei vantaggi per il bambino e per i genitori ma presenta anche svantaggi, tra cui il principale è quello di non contenere gli anticorpi che invece contiene il latte materno.

I vantaggi dell’allattamento artificiale.

Il vantaggio più grande dell’allattamento artificiale è quello che, in caso di impossibilità di allattamento al seno, fornisce lo stesso fabbisogno nutrizionale del latte materno. A questo si affianca un vantaggio di tipo psicologico per il padre, perché anche lui tramite l’allattamento artificiale prende contatto con il neonato, facendo in modo che si sviluppi fin dai primi mesi anche il rapporto padre figlio. Altro vantaggio del latte artificiale è che ne esistono in commercio diversi tipi adatti a risolvere le eventuali patologie frequenti del neonato come la diarrea, la stitichezza (provocata a volte dallo stesso latte artificiale), i rigurgiti e il reflusso gastro esofageo.

Gli svantaggi del latte artificiale.

Gli svantaggi nell’uso del latte artificiale superano di gran lunga i vantaggi. Oltre alla già citata assenza di anticorpi nel latte artificiale rispetto a quello materno, viene meno anche quella relazione psicologica che si instaura tra madre e bambino tramite il contatto con il seno. Inoltre uno dei problemi che più spesso si verifica con il latte artificiale è la stitichezza, perché se non adeguatamente diluito questo latte fa si che le feci siano più dure e quindi il bambino abbia difficoltà ad emetterle. Altro svantaggio di non poco conto è sicuramente il costo non trascurabile del latte artificiale. Una scatola di latte in polvere da un chilo ha dei prezzi che variano, in base alla marca, dai 10 ai 30 euro, prezzi che superano anche i 45 euro se si parla di latte in polvere particolare, come per esempio quello ipoallergenico. Il latte artificiale liquido ha un costo di circa 10 euro per due litri e lo svantaggio di durare, una volta aperto, massimo 48 ore, contro i 10 – 15 giorni di quello in polvere.

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