Ricovero coatto

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    Indice Articolo:
  1. Cosa è il ricovero coatto
  2. Procedura
  3. A chi si rivolge
Segue una guida informativa sul ricovero coatto, da cos'è a quando può attuarsi, da cosa prevede la legge alla procedura, dai presupposti alle autorità cui fa capo, dagli anziani ai senzatetto, dagli alcolisti ai malati di mente.

Cosa è il ricovero coatto.

Quando ci si trova davanti a situazioni sanitarie non facilmente gestibili autonomamente si può ricorrere al ricovero coatto, una modalità di ricovero forzato che può essere attuata in alcuni casi specifici. Il ricovero coatto si può applicare soltanto nell'assoluto rispetto della normativa prevista, con riguardo riguardo casi particolari, come la infermità mentale, dipendenza da droghe o alcolismo e disturbi alimentari.

Il ricovero coatto per definizione è quella procedura che prevede il ricovero di un malato senza il consenso dello stesso e che viene definito anche TSO, trattamento sanitario obbligatorio, che fa si che un paziente sia obbligato a determinate cure contro il suo espresso consenso scritto. Questo tipo di trattamento non è sempre applicabile anche se persegue l'obiettivo di tutelare la salute del paziente, può sembrare infatti che vada contro di esso, non rispetti la sua volontà.

Quando può aversi il ricovero coatto.

Le situazioni che richiedono un ricovero coatto sono specifiche e ben precise e in generale si riferiscono a delle turbe psichiche che hanno conseguenze anche piuttosto gravi sul fisico di un individuo. Nello specifico per attuare un ricovero coatto si devono avere le seguenti condizioni:

Risulta evidente che la mancanza di una soltanto di queste condizioni fa decadere la richiesta di ricovero coatto; le tre condizioni devono essere presenti in contemporanea: tre su tre.

La legislazione sul ricovero coatto.

La legislazione in materia di trattamenti sanitari prevede, ai sensi dell’articolo 32 della Costituzione italiana, che nessun soggetto, malato o sano che sia, può essere sottoposto a trattamenti sanitari contro la sua volontà. Per questo motivo prima di effettuare un qualsiasi trattamento al malato il medico deve farsi firmare un consenso con l’autorizzazione a procedere con le terapie. In caso di ricovero coatto, intervengono, legislativamente, due condizioni precise che fanno venir meno l'obbligo del consenso del paziente:

Procedura per ottenere il ricovero coatto.

Per richiedere il ricovero coatto bisogna rivolgersi essenzialmente allo psichiatra, al sindaco e al giudice tutelare. La procedura per richiederlo prevede una richiesta da parte dei familiari al proprio medico o al proprio psichiatra che provvederĂ  poi a farla pervenire al giudice. Il paziente verrĂ  poi accompagnato presso gli ospedali specializzati.

Come richiedere il ricovero coatto.

La richiesta di ricovero coatto può partire dai familiari della persona, che avendo osservato il proprio caro in alcuni atteggiamenti che possono risultare lesivi, come per esempio i ripetuti tentativi di suicidio, un abuso di sostanze stupefacenti o di alcol, un rifiuto continuo del cibo o altre circostanze, possono richiedere l’intervento di un medico psichiatra che faccia un accertamento sulla sussistenza delle condizioni per procedere con il ricovero coatto. Accertata la sussistenza delle condizioni il medico fa richiesta del trattamento sanitario obbligatorio con le dovute motivazioni.

Figure che intervengono nel ricovero coatto.

Le autorità che intervengono nel ricovero coatto sono essenzialmente tre, il medico richiedente, solitamente uno psichiatra, il Sindaco che lo ordina, e il giudice tutelare. Il medico richiedente come accennato nel paragrafo precedente fa la richiesta di trattamento sanitario la quale verrà poi vagliata da un secondo medico che confermerà la richiesta se le cure vengono ritenute necessarie. L’ordinanza esecutiva viene poi emanata dal sindaco entro 48 ore dalla richiesta del medico e notificata al giudice tutelare. Quest’ultimo entro 48 ore dovrà convalidare o non approvare la richiesta e comunicare la sua decisione al sindaco. La richiesta approvata dal giudice tutelare ha una validità di 7 giorni e può essere o prorogata se le condizioni sono ancora presenti, o revocata qualora una delle tre condizioni venisse a mancare.

Come si effettua materialmente il ricovero.

Emanata l’ordinanza da parte del giudice, i familiari possono autorizzare l’intervento dei vigili urbani o comunque di pubblici ufficiali, che dovranno accompagnare il paziente presso ospedali specializzati, come il centro di igiene mentale delle aziende sanitarie locali, le ASL. Teoricamente il malato che ha l’obbligo di sottoporsi al trattamento obbligatorio può scegliere il reparto in cui farsi ricoverare, compatibilmente con la disponibilità di posti delle strutture prescelte. Il ricovero presso i centri di igiene mentale dura 7 giorni e può essere rinnovato.

Quali soggetti possono essere destinatari del ricovero coatto.

Quando fu istituito il ricovero coatto riguardava principalmente i soggetti affetti da problemi mentali, successivamente le categorie furono allargate e inclusero pazienti affetti da dipendenza da droghe o alcol, anziani, senza tetto e persone con disturbi alimentari gravi.

Malati di mente.

Il ricovero coatto psichiatrico è la forma più conosciuta di trattamento sanitario obbligatorio e la prima ad essere istituita. La richiesta di tale ricovero parte da uno psichiatra che, valutato lo stato del proprio assistito e resosi conto che il soggetto costituisce un pericolo per se e per la società, può inoltrare al sindaco la richiesta per il TSO. Se il paziente risulta pericoloso o ha alle sue spalle manifestazioni violente o di tentato suicidio, è possibile richiedere che la notifica e il successivo prelievo coatto venga effettuato da agenti di polizia anche prima dell’approvazione del trattamento sanitario obbligatorio. Rientra nei casi psichiatrici di ricovero coatto anche chi è affetto da gravi forme di depressione, tali da spingere il soggetto a ripetuti tentativi di suicidio, oppure chi è affetto da gravi forme di depressione post partum, che costituiscono un rischio per la salute del bambino.

Tossicodipendenti e alcolisti.

Qualche anno fa venne avanzata dal governo la proposta di una forma di ricovero coatto per i tossicodipendenti. Tale proposta si basava sul fatto che chi si trova sotto effetto di stupefacenti sia pericoloso per se stesso e per la società, che si tratta di una persona che non si rende conto del proprio stato di dipendenza da stupefacenti. In presenza di simili situazioni veniva quindi proposto il ricovero coatto in strutture specializzate, quali i Centri di disintossicazione. Attualmente invece chi fa uso di droga può soltanto essere invitato a seguire un programma riabilitativo, non può essere costretto. Anche per chi fa abuso di alcol non è previsto un vero e proprio ricovero coatto, nonostante l’alcolista abbia un atteggiamento mentale che lo porta a rifiutare la sua condizione che, se persiste, può portare il soggetto a gravi problemi di salute. Nei casi di alcolismo o tossicodipendenza, è possibile attuare il ricovero coatto solo se questi stati sono associati a conclamate disturbi mentali.

Anziani.

Il ricovero coatto per gli anziani è un problema altamente sociologico. Questo può avvenire perché i familiari dell’anziano, vuoi per ovviare a problemi di solitudine dell'anziano vuoi perché non intendono occuparsene, trovano il modo di ottenere il ricovero coatto della persona che si rifiuta di entrare in una comunità per anziani. Diverso è il caso di ricovero coatto di anziani affetti da gravi patologie quali l’Alzheimer che non li rendono più in grado di intendere e di volere, oppure di quegli anziani affetti da patologie invalidanti che rifiutano cure e alimentazione che quindi necessitano di un ricovero ospedaliero per avere un’assistenza continua che non può essere garantito da un ambiente extraospedaliero.

Persone con disturbi alimentari.

Sebbene qualche anno fa la Cassazione decise che non era necessario un ricovero coatto per le persone affette da disturbi alimentari come l’anoressia, oggi è possibile ricorrere a tale pratica quando ci si rende conto che la vita della persona affetta da anoressia è a rischio. L’anoressia rientra nelle patologie mentali per cui è possibile procedere con il ricovero coatto tramite l’aiuto del medico psichiatra. Il trattamento sanitario obbligatorio può essere richiesto anche nel caso in cui la persona affetta da anoressia si renda conto che la usa vita è a rischio ma continua a rifiutare le cure.

I senzatetto.

Il crescente problema dei senzatetto nelle grandi metropoli ha fatto si che le associazioni di volontariato che si prendono cura di queste persone chiedessero una forma di ricovero coatto a garanzia della vita dei senzatetto. Nel dettaglio le associazioni hanno avanzato la proposta nei confronti di quei senzatetto incapaci di intendere e di volere e di provvedere a se stessi, condizioni che li porterebbero a morte certa se rimanessero per strada. La proposta è attualmente in fase di valutazione da parte del governo sia per quanto riguarda la modalità dell’intervento sia per quanto riguarda la durata. Resta comunque fermo il fatto che si tratterebbe di un ricovero volto soltanto ad accertare in che stato di salute si trova l’individuo.

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